Il Milan pensa a nuove tempistiche con la UEFA dopo il rinvio ad autunno del piano di risanamento. Adesso libertà di investimenti, ma poi...
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Il Milan sul mercato ha giocato d'anticipo. Ha provato a farlo anche con la UEFA, visto che Marco Fassone già prima del closing ha deciso di presentare il piano per il voluntary agreement a Nyon. In cosa consiste il voluntary agreement? Se un club non rientra nei paletti del fair play finanziario la UEFA concede questa possibilità per rientrare entro un tot di anni, restando liberi di muoversi sul mercato. Nel caso non si attuasse il piano, però, le sanzioni sarebbero più gravi. Venerdì il Milan ha comunicato che il piano presentato è stato ritirato di comune accordo con la UEFA. Nuovo appuntamento a novembre, mentre a marzo-aprile 2018 sarà ripresentato il voluntary agreement. Ecco perché questa stagione viene considerata "franca". Le problematiche potrebbero sorgere da quella 2018-19.
Il piano che è circolato nei giorni scorsi, fa sapere il Milan, non è quello presentato alla UEFA, bensì uno per uso interno. A Nyon è stato comunque presentato un piano ambizioso, che sarà comunque simile a quello ripresentato prossimamente. Ecco perché la UEFA potrebbe eventualmente decidere, scrive La Gazzetta dello Sport, di sanzionare i rossoneri con limitazioni a rosa o a mercato.
La chiave per tutto resta la Cina. I rossoneri hanno intenzione di aprire una sede in una città cinese, così da ottenere milioni da merchandising e business vari. Importanti saranno anche le academy e le scuole calcio. Più recentemente, intanto, sarà estinto il debito con il fondo Elliott.
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