Un anno fa ci lasciò Cesare Maldini, storico difensore e capitano rossonero, all’età di 84 anni. Ripercorriamo insieme le tappe della sua carriera

L'ALLENATORE

Milan, atto primo - Ritiratosi nel 1967, Cesare Maldini tornò a Milano e cominciò la gavetta da allenatore, prima come collaboratore tecnico e poi come vice di Nereo Rocco. Per la stagione 1972-73 Rocco diventò direttore tecnico della squadra, mentre Maldini era l’allenatore: l’annata si concluse con i successi in Coppa Italia (ai rigori contro la Juventus) e in Coppa delle Coppe (vinta a Salonicco contro il Leeds United grazie a una rete di Luciano Chiarugi), mentre in campionato arrivò il 2° posto a causa della sconfitta di Verona, perdendo uno Scudetto che sembrava già vinto. Nel febbraio 1974 Rocco lasciò l’incarico di DT e Cesare Maldini divenne il responsabile unico della squadra: tuttavia il rendimento in campionato fu discontinuo, dopo un’altra sconfitta a Verona (6 aprile 1974) gli subentrò il trentacinquenne Giovanni Trapattoni, che concluse la stagione con un 7° posto e la finale di Coppa delle Coppe persa a Rotterdam contro il Magdeburg.

Italia Under 21 - Finita la prima esperienza da allenatore milanista, Maldini allenò Foggia, Ternana e Parma (entrambe in Serie B), prima di diventare un tecnico federale. Nel 1980 fu assunto come vice CT della Nazionale A, incarico che ricoprì per sei anni, affiancando Enzo Bearzot durante le fasi finali del Mondiale spagnolo e di quello messicano. Successivamente gli fu affidata la panchina della Nazionale Under 21 e, da CT degli azzurrini, vinse tre europei di categoria consecutivi (1992, 1994 e 1996) schierando titolari futuri campioni (Toldo, Cannavaro, Totti e Nesta, per citarne alcuni) e anche promesse mancate (come Pierluigi Orlandini e Domenico Morfeo), facendo leva su un gruppo compatto e tenace, il cui punto di forza era essenzialmente la difesa (la filosofia del mister era «prima di tutto non prenderle»). Da segnalare le finali vinte contro il Portogallo di Figo e Rui Costa (decisa al golden goal) e la Spagna di Raul e Morientes (vinta ai rigori grazie anche alle parate di Angelo Pagotto).

Nazionale maggiore - In seguito alle dimissioni di Sacchi (tra il 1° e il 2 dicembre 1996), la FIGC assunse Maldini come CT della Nazionale maggiore. La prima prova fu la sfida di Wembley contro l’Inghilterra (dopo un amichevole contro l’Irlanda del Nord) per le qualificazioni a Francia’98: il match fu vinto grazie al gol di Gianfranco Zola, 24 anni dopo il primo successo siglato Fabio Capello. Nonostante la qualificazione (raggiunta nello spareggio con la Russia) il CT non aveva la fiducia totale del presidente federale, poiché era stato scelto nel momento in cui la FIGC era gestita da un commissario straordinario (un caso simile a quello che accadrà dieci anni dopo con Donadoni), tanto da ipotizzare l’affiancamento di un tutor. Alla fase finale, dopo un esordio in chiaro-scuro contro il Cile (pareggio nei minuti finali grazie a un rigore regalato) arrivarono buone prestazioni che consentirono alla squadra di arrivare fino ai quarti di finale. Tuttavia l’ambiente era continuamente messo in discussione per via della staffetta Del Piero-Baggio, criticando il CT che preferiva schierare titolare lo juventino (reduce da un infortunio). Quella contro la Francia fu sostanzialmente una sfida giocata sulla difensiva, con Pagliuca costretto a fare gli straordinari già nei primi minuti. Si andò ai rigori, e per la terzo mondiale consecutivo, l’Italia uscì dal torneo. L’eliminazione fu anche l’epilogo dell’esperienza di Cesare Maldini come allenatore federale: al suo posto arrivò Dino Zoff e «Cesarone» tornò al Milan come osservatore.

Milan, atto secondo - Maldini fu nominato responsabile degli osservatori rossoneri nel febbraio 1999. Due anni dopo, a causa dell’eliminazione in Champions League contro il Deportivo La Coruña, la società decise di esonerare Zaccheroni e di sostituirlo con l’ex CT (perlomeno fino a fine stagione). L’esordio avvenne il 18 marzo contro il Bari (vinto 4-0). Nelle 12 partite di campionato guadagnò 19 punti (5 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte) e tra i match da ricordare c’è soprattutto il derby dell’11 maggio. Entrambe le squadre, protagoniste di un’annata negativa, dovevano puntare all’obiettivo minimo: vincere la stracittadina. Nei primi venti minuti segnò una doppietta Gianni Comandini (destro rasoterra e di testa), poi nella ripresa arrivarono la doppietta di Shevchenko e i gol di Giunti e Serginho che regalano il successo al Milan. A fine campionato la squadra arriva sesta e si decide di puntare sul turco Fatih Terim: Cesare Maldini ottenne l’incarico di consigliere tecnico del nuovo allenatore, prima di tornare ad allenare una Nazionale.

Stefano Sette

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