'La Gazzetta dello Sport' ha analizzato i motivi per cui il Milan può ambire alla qualificazione in Champions League e quelli per cui non può andarci

<strong>PERCHÉ NO</strong>

Il Milan è discontinuo, anche nell'arco di una stessa partita: gioca bene 20 minuti, poi scompare, sembra mediocre per un'ora, poi si riaccende e crea quattro palle-gol. Poche le vittorie 'serene' (forse soltanto il 2-0 contro la Lazio), e degli otto successi rossoneri, tanti sarebbero potuti finire diversamente. C'è necessità di ridurre le pause, e 'spalmare' gli ultimi 20' di Palermo-Milan su una partita intera. Quindi, la qualità dei sostituti dell'undici titolare tipo non è all'altezza. In attesa del completo recupero di Cristián Zapata, la prima alternativa ai difensori centrali è Gustavo Gómez; in mezzo al campo, è tornato Mati Fernández e prima o poi si rivedrà anche Andrea Bertolacci ma, finora, hanno giocato José Sosa, Mario Pašalić e Andrea Poli. In attacco, in assenza di Suso e Niang giocano Keisuke Honda e Luiz Adriano: differenze con Juventus, Roma e Napoli c'è sicuramente. Infine, la qualità del gioco: come per l'Inter nel 2015, non potrà durare all'infinito il periodo nell'alta classifica se la squadra, sul campo, non lo meriterà più di tanto. Secondo i bookmakers, infatti, i rossoneri arriveranno quarti, dietro Juventus, Roma e Napoli.

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