Uno dei pericoli principali, per la difesa del Milan, oggi sarà Andrea Petagna, il giovane bomber con il Diavolo nel cuore e l'attacco della Dea da guidare
Petagna: "Milan? Nessuna rivincita"
Fantastica, fin qui, la stagione dell'Atalanta di Gian Piero Gasperini: dal 21 settembre scorso, giorno della sconfitta interna per 1-0 contro il Palermo, gli orobici hanno messo la quinta e, eccezion fatta per le ultime due battute d'arresto consecutive per 3-1 contro Juventus ed Udinese (in casa), hanno inanellato una serie di 9 risultati consecutivi, mietendo anche vittime illustri come Napoli, Inter e Roma, surclassate tra le mura amiche, e fermando fuori casa la Fiorentina.
Grande lavoro del tecnico nerazzurro, che ha lanciato molti giovani in prima squadra, e saputo valorizzare un tesoro inestimabile per la famiglia Percassi. Tra i Mattia Caldara ed i Roberto Gagliardini, al fianco dei Franck Kessié ed i Leonardo Spinazzola, un posto d'onore lo occupa, di diritto, il 21enne centravanti triestino Andrea Petagna, autore, fin qui, di 3 reti in 12 presenze. Pesantissima quella che, il 2 ottobre, ha mandato al tappeto il Napoli all'Atleti Azzurri d'Italia: un gol da bomber vero, che ha restituito fiducia ed ottimismo ad un giocatore molto promettente la cui carriera sembrava già destinata all'anonimato nonostante la giovanissima età.
'Colpa' del Milan, che, dopo averlo cresciuto nelle proprie formazioni giovanili, lo fece esordire in Champions League nel dicembre 2012 (Milan-Zenit 0-1) e nell'estate 2013 lo lanciò in prima squadra, promosso a pieni voti da Adriano Galliani come il vice di Mario Balotelli. Qualche gol nella tournée estiva di Monaco di Baviera, e la sensazione che i rossoneri avessero trovato il nuovo Christian Vieri. Quindi, a fine agosto di quell'anno, l'allora tecnico Massimiliano Allegri si impuntò per avere Alessandro Matri, e Petagna divenne di troppo: il centravanti, che ha successivamente rivelando di aver accolto tra i pianti quell'operazione di mercato, fu scaricato. Sampdoria, Latina, Vicenza: senza mai brillare. “Ho pensato al ritiro”, ha dichiarato di recente Petagna, per il quale, l'esperienza maturata ad Ascoli, nell'annata passata in Serie B (32 partite, 7 reti) è servita a riconquistare la voglia di giocare al calcio.
Giunto a Bergamo, si pensava che partisse come terza punta dietro Mauricio Pinilla ed Alberto Paloschi. Invece, il cileno è al passo d'addio, messo ai margini da Gasperini, e l'altro ex rossonero, al rientro in Italia dallo Swansea ed ora infortunato, con il super Petagna di questa stagione il campo non lo vede praticamente mai. La sua fisicità, nel match odierno di 'San Siro', potrà mettere in seria difficoltà ed apprensione Gabriel Paletta ed Alessio Romagnoli, nonché creare qualche grattacapo a Gianluigi Donnarumma con il suo potente sinistro. Petagna contro il Milan, per la più classica vendetta dell'ex? Forse, anche se sarà “milanista per sempre”: la conquista di un posto in Europa League, per l'Atalanta, passa attraverso il suo attaccante, che dovrà sobbarcarsi sulle sue forti spalle il peso offensivo della Dea. E pazienza se, per arrivare agli obiettivi prefissati, dovrà aggirare gli ostacoli del cuore.
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