Il Milan inizia a gettare le basi future, tra giocatori chiamati a guidare i rossoneri nelle stagione venture e un'Europa più vicina, ma manca un tassello..

Le basi del nuovo Milan ci sono quasi tutte. Da diverse stagioni si attende l'anno zero, che sembra finalmente essere arrivato. In questa annata, infatti, il Milan pare aver definitivamente trovato una strategia ed essersi stabilizzato, con giocatori destinati ad essere perni del futuro (Donnarumma, Romagnoli, Bonaventura, ma anche Bacca, seppur con qualche anno in più sulla carta d'identità). Anche l'ultimo mercato ha confermato un netto risparmio: nessun soldo speso in uscita, ma anche tanti milioni risparmiati da cessione e monte ingaggi (De Jong, Cerci, Suso...). A tutto ciò si aggiungono i risultati che la squadra sta ottenendo in campo: con la finale di Coppa Italia ad un passo e una posizione discreta in campionato, infatti, l'Europa non è più un miraggio, ma è diventato anzi un obiettivo da dover raggiungere a tutti i costi.

Sinisa Mihajlovic, allenatore del Milan, per Aldegani non è lui il problema

La possibilità di programmare il futuro, dunque, c'è: un futuro basato su un nucleo stabile (i giocatori già citati), ma anche sull'Europa e una crescita costante. Tutto positivo? Non proprio, perchè a pensarci bene il Milan versione 2016-2017 non ha ancora un allenatore certo e questo dubbio influisce e influirà sicuramente anche su questa stagione. Ecco il motivo per cui, tramite i risultati, Sinisa Mihajlovic dovrà confermarsi guida del Milan anche per l'anno prossimo e soprattutto convincere il presidente Berlusconi.

Ebbene sì, perchè le parole del Cavaliere subito dopo il derby non sono per nulla bastate a confermare in toto l'ex Sampdoria. Un ennesima prova del distacco che ancora c'è tra il serbo e il leader di Forza Italia sono state oggi le parole di Piersilvio Berlusconi:  “Adesso entro un po’ in contrasto col grandissimo papà esperto di calcio ma credo che un certo tempo vada lasciato per forza agli allenatori per mettere a posto le cose. Io nelle ultime due partite ho visto un altro Milan. Cosa mi piace di lui? Mi piace il carattere, la decisione. Una persona che sa prendere in mano una squadra, sa mettere ordine e guidarla. Ordine di cui probabilmente il Milan di oggi aveva bisogno”. L'ordine è arrivato, per i trofei c'è ancora tempo. Silvio li vorrebbe subito, Piersivlio - come tanti altri - capisce che prima delle vittorie arriva il lavoro. La strada è quella giusta: ora serve confermare Mihajlovic e iniziare a puntare anche i trofei.

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