Il Milan di Cristian Brocchi termina settimo in Serie A: il cambio in panchina voluto da Silvio Berlusconi non ha dato gli esiti sperati
La stagione di Serie A, per il Milan, è terminata come peggio non avrebbe potuto: settimo posto in classifica, fuori dall'Europa per il terzo anno consecutivo, e in totale crisi nel gioco e nella testa. Certamente, non un buon viatico per la finale di Coppa Italia di sabato prossimo contro la Juventus. Anzi, come riportato questa mattina da 'La Stampa', vincere il trofeo nazionale contro la corazzata bianconera assume, in questo frangente, i contorni di una vera e propria impresa. L'esperienza di Cristian Brocchi si avvicina al capolinea, e l'ombra di Marco Giampaolo si allunga, inquietante ed ingombrante, sulla sua panchina.
Stessa tesi, questa, cavalcata da 'Tuttosport', che evidenzia come il Milan sia piombato in un inferno senza fine. I rossoneri, nell'ultimo periodo, hanno perso smalto e verve agonistica: tutto questo si è tramutato, sul terreno di gioco, in risultati scarsi e prestazioni scadenti sotto ogni punto di vita. Dopo l'avvicendamento in panchina tra Sinisa Mihajlovic e Cristian Brocchi, voluto fortemente dal Presidente Silvio Berlusconi, il Milan ha raccolto appena 8 punti sui 18 disponibili, con due vittorie di misura contro Sampdoria e Bologna siglate da Carlos Bacca, due pareggi interni contro Carpi (0-0) e Frosinone (3-3), e due sconfitte contro Hellas Verona (1-2) e Roma (1-3). La scelta del Cavaliere non ha sortito gli effetti sperati: ora, Brocchi ha una settimana per salvare la faccia, altrimenti al Milan il caos farà da padrone.
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