Milan avanti con Ménez, poi rimontato e battuto da Pazzini e Siligardi: i progressi con Brocchi restano un'illusione, Sassuolo ad un punto
Le tredici ore di lavoro sul campo svolte dal 12 aprile ad oggi, così come riportato dal tecnico Cristian Brocchi, dovrebbero diventare 13 ore al giorno, secondo 'La Gazzetta dello Sport' questa mattina in edicola, se l'allenatore vorrà davvero provare a dare una raddrizzata a questo Milan, ieri uscito sconfitto dal 'Bentegodi' di Verona contro l'Hellas ultimo in classifica. La stagione del Milan è sempre più incerta, il Sassuolo, adesso, si trova ad un punto di distanza: nei rossoneri, che subiscono ben 28 conclusioni verso la porta, si salva soltanto Gianluigi Donnarumma, grazie al quale il passivo contro gli scaligeri, retrocessi in Serie B con onore, non ha assunto i contorni di una vera debacle.
Il Milan visto al 'Bentegodi' non ha espresso idee di gioco concrete, e, dopo essere andato in rete (in fuorigioco) con Jérémy Ménez dopo 21', si è smarrito, cominciando a sbagliare moltissimo, sia davanti sia dietro. I progressi che, con l'arrivo di Brocchi al posto di Sinisa Mihajlovic si sarebbero dovuti vedere (possesso palla, governo del match, buonsenso nella costruzione da dietro dell'azione) restano un'illusione. Anzi. Dopo il gol del potenziale raddoppio sbagliato davanti la porta da Carlos Bacca, intestardotisi a voler segnare a tutti i costi di 'rabona', la rete dell'ex Giampaolo Pazzini, che ha trasformato un calcio di rigore. Con i suoi cambi, poi, Luigi Delneri è riuscito nell'impresa di allargare il gioco sulle fasce e mettere alle corde il Diavolo che, nel frattempo, con l'ingresso di Luiz Adriano si era sbilanciato troppo. La rete di Luca Siligardi, al 95', su calcio di punizione, ha mandato all'inferno il Diavolo e regalato all'Hellas un pomeriggio da sogno, malgrado la retrocessione.
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