Compie oggi 43 anni Filippo Inzaghi: un fenomeno che dall'arrivo al Milan ha iniziato a segnare senza soste. E un anno in panchina non cancella il resto...
Le vittorie
Al suo arrivo a Milanello, il feeling con i colori rossoneri è immediato: Pippo è disponibile con i tifosi, serio in campo e micidiale sotto porta. Alla seconda giornata di campionato è già in gol, ma la stagione si rivela difficile a causa di un infortunio. L'annata dopo, invece, la bacheca della sede allora in Via Turati inizia a riempirsi: il Milan vince la Coppa Italia contro la Roma (Inzaghi in gol nella finale di ritorno) e soprattutto la Champions League a Manchester battendo proprio la sua ex Juventus ai rigori. Di quell'annata, resta nella storia anche il gol al 93' del numero 9 milanista contro l'Ajax di Zlatan Ibrahimovic, che in pieno recupero regala la qualificazione a San Siro.
Le stagioni successive sono purtroppo piene di vari infortuni, ma nel 2005-2006 Inzaghi torna a segnare e si guadagna la convocazione per i Mondiali di Germania dell'estate 2006, vinti anche grazie al suo gol nella sfida contro la Repubblica Ceca. L'annata successiva, è quella in cui il Milan fa scorta di titoli internazionali: i rossoneri partono da lontano, dal 9 agosto (che coincidenza...), con i preliminari contro la Stella Rossa. Pippo fa doppietta nel giorno del compleanno, il Milan accede ai gironi e continua la cavalcata trionfale fino ad Atene, dove una nuova doppietta del bomber italiano permette di sollevare al cielo la seconda Coppa dei Campioni dell'era Ancelotti, la settima della storia. Pochi mesi dopo Inzaghi mette il timbro anche sulla Supercoppa Europea e sul Mondiale per Club e qualche anno dopo sottolinea: "Eravamo un gruppo di assatanati. Vincevamo la Champions? Subito ci dicevamo che dovevamo vincere la Supercoppa. Vincevamo la Supercoppa? Subito il pensiero andava all’Intercontinentale". Dna Milan e amore per la maglia, appunto.
Gli anni successivi sono purtroppo ancora caratterizzati dall'infortunio, ma Inzaghi c'è comunque nello Scudetto 2011, dove torna in campo nella sfida contro il Cagliari a titolo già vinto, meritandosi la standing-ovation di un San Siro in delirio. Superpippo chiude la sua carriera al Milan con 300 presenze e 126 gol, in tutti i modi: destro, sinistro, testa, rigore, zampata, fuorigioco, pure di petto - nel primo gol della finale di Atene -. Tutti accompagnati da quell'immancabile corsa a braccio alzato verso il cielo sotto la Sud. A ciò si aggiungono 2 scudetti, 2 Supercoppe Italiane, una Coppa Italia, due Supercoppe Europee, un Mondiale per Club e due Champions League. Tutti, ovviamente, da protagonista.
TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE:
I nodi di Fassone: area sportiva, finanziaria e uomo simbolo
Nasce la SuperChampions, con posti riservati per meriti storici
Caceres, parla la mamma: “Spero vada alla Roma”
Milan, dopo Fassone arriva anche Romeo dall’Inter
Milan TV – Come cambia il mercato con o senza i soldi di Bacca
SEGUICI:
© RIPRODUZIONE RISERVATA