Annate storte sono sempre capitate, ma a colpire è la mancanza di uno zoccolo duro da cui ripartire. Il Milan dovrà ricrearne uno, come in passato
Le ultime tre stagioni fallimentari riportano alla mente altri periodi simili del recente passato rossonero; nelle stagioni 96/97 e 97/98 il Milan ha infatti concluso i rispettivi campionati all'undicesima e alla decima posizione su 18 squadre partecipanti.Nel 2000/2001 non si è andati oltre il sesto posto. La vera grande differenza tra quelle annate storte e quelle che stiamo vivendo ultimamente, e' la sensazione che non ci sia mai uno zoccolo duro da cui ripartire.
Se in passato erano comunque presenti in rosa campioni pluri decorati come Maldini, Costacurta, Albertini, Boban, Leonardo, Weah seguiti poi da Shevchenko, Rui Costa e Inzaghi, oggi si deve per forza puntare su buonissimi calciatori ma che peccano in personalità, esperienza e consapevolezza dei propri mezzi perchè spesso sovraccaricati di troppe responsabilità.
L' augurio e' che il processo di crescita dei vari Donnarumma,Calabria,Ely,Romagnoli,De Sciglio,Mauri,Locatelli, Mastour e Niang sia rapido,definitivo e accelerato dall' arrivo di qualche grande campione (anche solo uno per reparto) che riesca a trasmettere la cattiveria agonistica e la mentalità vincente di cui hanno bisogno i giocatori,sia per farli sbocciare definitivamente in tutti gli aspetti, aiutandoli quindi ad esprimersi con più serenità,sia per evitare in futuro questa snervante sensazione di vuoto cosmico depressivo.
Daniele Censi
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