Cristian Brocchi arriva al Milan con un compito ben preciso: archiviare il prima possibile l'era targata Mihajlovic. Soprattutto sul piano del gioco

Alcuni credono che agli allenatori sia indispensabile concedere del tempo per poi raccogliere frutti maturi, altri invece vogliono tutto e subito e non sanno aspettare. In questa seconda tipologia rientra sicuramente Silvio Berlusconi, che con Mihajlovic ha avuto davvero poca pazienza. Si sapeva che il serbo prima o poi sarebbe diventato un ex, ma quantomeno si pensava riuscisse a finire la stagione e invece l’esonero è arrivato due giorni dopo quella che, forse, è stata una delle partite migliori dei rossoneri.

Più volte ho espresso una certa simpatia per Mihajlovic, sia chiaro non l’ho mai definito l’allenatore “giusto” per il Milan, ma quello con cui si poteva ripartire e ricostruire un’idea di squadra, che allo scadere dei due anni di contratto poteva essere affidata a chiunque. Era stato il presidente a sceglierlo, ma sin da subito non c’è stata empatia e il motivo è uno: Mihajlovic può essere tutto, fuorché uno “YES-MAN”, si gioca a modo suo e gioca chi rientra nella sue gerarchie, poco importa cosa dicono dai piani alti. E allora niente più 4-2-fantasia, niente più trequartista, il risultato? Un gioco brutto, o meglio che non piace al presidente. I nove risultati utili consecutivi e la finale di Coppa Italia conquistata dopo 13 anni, valgono poco se il Milan gioca male e se dalle ultime quattro giornate non riesce più a vincere, ancora peggio: la colpa, poi, ovviamente è sempre dell’allenatore e non della squadra che non riesce a mantenere la concentrazione per 90 minuti. Mihajlovic paga la propria determinazione e forse qualche risposta sostenuta alla domanda: “Berlusconi?”.

Cristian Brocchi Milan

E visto che dipende tutto dal gioco, dentro Brocchi, uno che piace perché sembrerebbe trasmetta una “mentalità offensiva”. Si riparte quindi dal modulo con il trequartista, ruolo tanto amato dal patron rossonero, Bonaventura il prescelto per giocare dietro le due punte Bacca e Balotelli. Il nuovo allenatore è pronto a debuttare in prima squadra domenica sera a Marassi contro la Sampdoria e caso vuole che per lui inizi un nuovo ciclo lì dove ne ha concluso tristemente un altro, quello da giocatore: portato via in barella durante Genoa-Lazio il 3 febbraio del 2013 e mai più sceso in campo. Che piaccia o meno, Cristian Brocchi, è il nuovo allenatore del Milan: in bocca al lupo Mister B.

 

@FedericaDB22

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