Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentis, si dice favorevole all'avvento dei cinesi nel calcio italiano. Il suo Napoli, però, rimarrà per sempre italiano

Una Milano sempre più cinese si prepara a rilanciare Inter e Milan nel palco del grande calcio. Se da una parte i nerazzurri gongolano per la rivoluzione societaria nel segno del dragone, i milanisti aspettano con ansia la scelta del loro presidente Silvio Berlusconi: cedere ai ricchi d’Oriente, o andare avanti con la legislatura di Fininvest? Già, un bel dilemma.

Dopo un fallimento sportivo, Thoir, l’ex presidente dell’Inter, ha compiuto un capolavoro finanziario: una cessione lampo, e via con la nuova Inter-Suning. In Casa Milan, invece, sono diffidenti, temono l’imperizia calcistica dei cinesi, e si interrogano sul futuro.

Aurelio De Laurentiis Napoli

Intanto, sempre dal mondo del pallone, i vari presidenti dei team di Serie A dispensano consigli al Milan, e adesso è il turno di Aurelio de Laurentis. Il presidente del Napoli, durante un’intervista al Corriere della Sera, si è detto favorevole all’avvento dei cinesi: “Sostengo la Cina da venti anni - ha dichiarato al Corriere della Sera -. Può essere un ponte importante con l’Europa. Per avviare una crescita esponenziale verso un calcio sempre più mondializzato”.

Ma su di un'immaginario Napoli cinese, De Laurentis avanza delle riserve: “Sostengo la Cina da venti anni - ha dichiarato al Corriere della Sera -. Può essere un ponte importante con l’Europa. Per avviare una crescita esponenziale verso un calcio sempre più mondializzato”.

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