Fernando Torres - fonte www.acmilan.com
Fernando Torres - fonte www.acmilan.com
“Per me è una stagione molto importante: voglio dare il massimo, allenarmi al meglio, con l'obiettivo di riportare il Milan ai livelli che gli competono. Primo obiettivo, tornare in Europa”. Parole e musica di Fernando Torres, nuovo centravanti rossonero, nel corso della conferenza stampa di presentazione di martedì sera.L'attaccante spagnolo, due volte campione d'Europa (2008 e 2012) ed una volta campione del Mondo con la sua Nazionale (2010), ha manifestato a voce alta i propri propositi di riscatto: 'El Niňo' è reduce da tre stagioni in chiaroscuro con la maglia del Chelsea, dove ha disputato 110 partite e realizzato solamente 20 reti (anche se spesso rivelatesi 'pesanti), e punta a ritornare sui livelli di classe assoluta dimostrata nei suoi primi anni di carriera tra le fila dell'Atletico Madrid (sette stagioni, 214 presenze ed 82 gol) e Liverpool (quattro campionati, con 102 partite e 65 reti).Il Milan ci spera. L'auspicio della società è che il nativo di Fuenlabrada torni a dimostrare tutto il suo talento e, circondato dalla fiducia della dirigenza, dell'ambiente, del gruppo e dell'allenatore, possa risvegliare il suo fiuto del gol incidendo in maniera determinante sui futuri successi rossoneri. L'entusiasmo di Filippo Inzaghi è stato un fattore decisivo nella scelta di Torres di venire al Milan, rinunciando alla buonuscita dal Chelsea e dimezzando, di fatto, il suo ingaggio rispetto agli emolumenti percepiti nel club londinese. Tutto per tornare a sentirsi importante, a sentirsi un giocatore di valore, e, magari, diventare il top player del tanto vituperato calcio italiano.Anche perché, dal punto di vista tattico, Fernando Torres sembra essere il calciatore ideale per il sistema di gioco del nuovo Milan. Nel 4-3-3 di Inzaghi, infatti, è fondamentale la corsa e l'inventiva sugli esterni, ma è altrettanto funzionale alla squadra il lavoro svolto dall'attaccante centrale. Serviva un classico numero 9, forte fisicamente ma non statico, abile a fare movimento verso il centrocampo ed in grado quindi di portare fuori zona i difensori avversari, creando così gli spazi per gli inserimenti dei vari El Shaarawy, Menez, Honda, Niang, Bonaventura, ma anche Poli, Muntari e Van Ginkel. Ma non solo: perché ciò di cui aveva disperatamente bisogno il Diavolo era un centravanti abile ad attaccare la profondità, ed a 'saper stare in area', per sfruttare qualsiasi occasione, finalizzare la produzione offensiva, tramutare in rete anche le palle sporche. Quello che riusciva, magistralmente, proprio al Filippo Inzaghi calciatore, e che al Milan non è mai stato possibile inculcare, per caratteristiche tecniche e tendenze naturali, a Mario Balotelli.La Milano rossonera ha finalmente il suo hombre vertical: il pubblico di 'San Siro' è pronto ad esultare per le gesta del suo nuovo idolo.Daniele Triolo

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