fonte foto: radioradio.it
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Mario Balotelli non è un problema per il Milan, né da un punto di vista comportamentale né, soprattutto, da un punto di vista tattico. E' quanto sostiene Clarence Seedorf, fermamente convinto che l'attuale disposizione tattica sia congeniale alle caratteristiche del 45 rossonero: secondo quanto affermato dal tecnico infatti l'intesa di Balo con i trequartisti alle sue spalle è perfetta e l'attaccante si divertirebbe particolarmente a duettare con i 3 fantasisti.Ma la situazione è davvero questa? Dalle parole dello stesso Balotelli però sembra trasparire una certa insofferenza per la disposizione della squadra e la tipologia di gioco. Spesso rimproverato per i suoi movimenti e la sua scarsa presenza in area di rigore, Mario nel post-partita di Roma-Milan ha spiegato "se i palloni non arrivano in area vado a cercarli fuori”. Effettivamente contro i giallorossi questo problema è apparso evidente: a causa anche dell'ottimo pressing degli uomini di Garcia, le azioni manovrate sono state poche e i rifornimenti per l'attaccante sono stati veramente pochi. La giornata di scarsa forma poi ha fatto il resto. Non è però la prima volta che questa situazione si presenta in stagione: frequentemente Mario è costretto ad aggirarsi intorno al centrocampo per aiutare i compagni a far girare il pallone e aprire varchi per gli inserimenti dei trequartisti. Inserimenti, però, che tardano spesso ad arrivare: la manovra del Milan dunque finisce col risultare sterile e i movimenti di Balotelli infruttuosi e causa di irritazione per i tifosi.Un centravanti puro per supportare Mario - Sembra ormai essere diventato il leitmotiv della stagione: Balo ha bisogno di essere affiancato da una punta di ruolo. Al numero 45 piace evidentemente svariare per non restare ingabbiato dall'asfissiante marcatura dei difensori avversari, ma a causa anche della scarsa iniziativa nell'attaccare la profondità da parte di Kakà e compagni l'area di rigore avversaria risulta spesso vuota e i rossoneri mancano così di concretezza negli ultimi 20 metri: non è un caso che il Milan sia la squadra con più reti dalla distanza in tutta la Serie A. La presenza di un giocatore come Pazzini potrebbe dunque giovare anche allo stesso Balotelli: libero dai compiti canonici del centravanti, potrebbe esprimersi al meglio e probabilmente il gioco a due con il Pazzo potrebbe divertire l'attaccante della Nazionale. D'altronde gli stessi protagonisti sostengono ad ogni intervista questa tesi, provando a forzare la mano di Seedorf, che tuttavia continua a considerare questa soluzione come un'arma a partita in corso, non una disposizione tattica permanente. Eppure anche ai tempi di Mourinho e di Mancini Mario ha sempre giocato in appoggio a una punta: all'Inter agiva alle spalle di Milito, mentre al Manchester City scambiava di continuo la posizione con Aguero o Dzeko. Forse tornare alle origini potrebbe essere un toccasana per la sua crescita: deresponsabilizzarlo potrebbe aiutarlo a esprimere al meglio il proprio genio.

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