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Una rifondazione difficile quella che attende il Milan a partire da giugno, probabilmente, come scrive La Repubblica quest'oggi, la più ardua dell'era Berlusconi. Per iniziarla servono subito 20-30 milioni-scrive il quotidiano- ed i principali indiziati in direzione "uscita" sono Mario Balotelli (non per il comportamento, ma solo per soldi) e Mattia De Sciglio (si dice che Ancelotti sia disposto a fare follie per lui). Il Milan rischia di ritrovarsi a luglio con una rosa da 40 giocatori, non più giovanissima e dal costo di circa 100milioni, al quale si aggiungerà un deficit di bilancio da -15,7 milioni e le mancate entrate della Champions League (30 milioni).I 10-12 milioni dell'Europa League cambierebbero ben poco, dalla prossima stagione serviranno cambiamenti: austerity e rilancio in Champions League le parole d'ordine. "La priorità sarà dunque lo sfoltimento- scrive La Repubblica-, con almeno un sacrificio illustre: oltre a Balotelli e a De Sciglio, anche Montolivo, Abate e Pazzini, di fronte a un’occasione, potrebbero finire tra i partenti". Non solo loro, anche Kakà, con uno stipendio da 4 milioni, potrebbe essere lasciato andare in direzione USA. Anche i riscatti di Rami e Taarabt, la comproprietà di Poli e Paloschi, così come il rilancio di El Shaarawy, sono tutti trattative che hanno più a che fare con l'ambito economico che con quello tecnico. Per chiudere, un'ultima considerazione: "Il Milan non potrà mai scendere al monte stipendi di Parma (29,5), Torino (27,1)e Verona (22,6). Ma è con loro che sta lottando in campionato" l'amara conclusione del quotidiano.

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