Fonte: www.stopandgoal.com
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Vincenzo Montella al Milan. La voce si rincorre da un paio di stagioni, fin da quando sulla panchina dei rossoneri c’era Massimiliano Allegri. Il primo ad alimentare questa pista era stato niente meno che Adriano Galliani, un po’ per pungolare il suo pupillo (Allegri, appunto), un po’ perché in effetti lo stile di gioco e di comportamento dell’ex Areoplanino piacciono davvero a Milanello.E pure dalle parti di Arcore. Non è un mistero che Berlusconi sia incuriosito dalle capacità dell’attuale allenatore viola, capace di plasmare a suo piacimento una buona squadra, ma non certo ricca di grandi campioni. La Fiorentina vista finora, senza un grande monte ingaggi e un mercato dispendioso, è sembrata sempre competitiva e brillante.Ecco perché nella lista dei possibili successori a Seedorf (sempre che venga scaricato) è ancora presente Montella. Però, c’è un ‘ma’. Grande come una casa. Il Milan dovrà far fronte a una stagione complicata, senza i ricavi della Champions e in forte contrazione economica. Allontanare adesso l’olandese significa sborsare 6 milioni netti (3+3, 12 lordi complessivi), più i 7 della clausola rescissoria di Montella che Pradè – intelligentemente – ha messo nel contratto.In totale sarebbero quasi 20 milioni. Una cifra insostenibile. Ecco perché è improbabile un suo arrivo e più facile una promozione di Filippo Inzaghi.

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