Jonathan Biabiany - fonte Profilo Twitter Ac Milan
Jonathan Biabiany - fonte Profilo Twitter Ac Milan
L'ultimo giorno di mercato ha visto il Milan districarsi in diverse operazioni, soprattutto in serata: il caso Biabiany, la cessione di Cristante e infine l'arrivo di Bonaventura dall'Atalanta, senza dimenticare il pour parler con Taarabt, rimasto poi bloccato al Qpr. Il marocchino nelle scorse settimane si era esposto in prima persona diverse volte manifestando tutto il proprio desiderio di vestire nuovamente la casacca rossonera, appello non raccolto da Galliani per vari motivi. Ripercorriamo dunque brevemente i due casi di mercato del Milan, i due "No" che in un modo o nell'altro hanno fatto rumore: Taarabt e Biabiany.I dubbi di Galliani e la bocciatura di Inzaghi: Adel non torna - Il marocchino, per stessa ammissione dell'ad rossonero durante la presentazione di Fernando Torres, non ha certo sfigurato nei 5 mesi all'ombra della Madonnina, risultando anzi spesso una delle poche note positive della banda di Seedorf. Confermato anche il fatto che fino alle 20 circa di lunedì, le possibilità di rivederlo a Milano erano alte, visti i continui contatti diretti con Galliani. Cosa ha frenato dunque la trattativa? Principalmente due motivi, uno economico, l'altro comportamentale. Per quanto riguarda il primo punto, il Qpr nonostante non sia riuscito a piazzare Taarabt non è sceso dalle proprie pretese economiche, un investimento ritenuto troppo alto da Galliani e comunque utilizzabile in altri modi. A pesare di più però è il secondo passaggio, ossia il veto all'acquisto da parte di Inzaghi. Il Mister ha spiegato chiaramente come per lui non conti solo il calciatore ma soprattutto l'uomo, che l'aspetto comportamentale sia fondamentale per lavorare nel suo Milan e Adel non ha dato a Superpippo le garanzie sufficienti per essere riconfermato in questa stagione. Galliani ha poi aggiunto una terza motivazione di tipo tecnico: i rossoneri, dopo aver visto sfumare Cerci, hanno virato su un altro tipo di giocatore, capace di ricoprire più ruoli come appunto può fare Bonaventura.Biabiany presentato e sfumato: non c'è solo il no di Zaccardo - Il caso più curioso però è certamente quello di Jonathan Biabiany: per lui Milan e Parma avevano trovato l'accordo, sulla base del prestito di Zaccardo ai ducali più un conguaglio di 4 milioni di euro e il giocatore era già nel capoluogo per svolgere le visite mediche di rito. Non solo, i rossoneri si sono sbilanciati pubblicando una foto che ritraeva il giocatore con una sciarpa del Diavolo, segno che mancassero solo i crismi dell'ufficialità per l'acquisto del francese. La sorpresa però era dietro l'angolo: Zaccardo ha infatti rifiutato il ritorno a Parma per delle questioni economiche pendenti con il club emiliano, facendo saltare il banco e chiudendo definitivamente qualsiasi possibilità di riaprire la trattativa, almeno stando a quanto ha affermato il Milan in una nota ufficiale. In verità Biabiany sarebbe potuto comunque arrivare in rossonero: il mancato inserimento di una contropartita non avrebbe comunque infastidito il Parma, che si sarebbe lasciato convincere alzando l'offerta economica di circa 2 milioni di euro, fino ad arrivare a 6-6,5 milioni, la stessa cifra investita poi per Bonaventura. Più che un no dovuto a un rifiuto di un tesserato dunque, si tratta di una vera e propria scelta tecnica del club di via Aldo Rossi, che ha preferito un giocatore più giovane, italiano e polivalente a Biabiany, ottimo giocatore ma solo come esterno d'attacco.

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