Fonte: www.goal.com
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La parola 'Medioevo' compare per la prima volta nel XV secolo e riflette l’opinione secondo cui tale epoca avrebbe rappresentato un periodo di opposizione ai fasti del Rinascimento. Insomma, una sorta di periodo buio per l’umanità, ma gli abitanti di tale epoca sono gli stessi che hanno eretto alcune delle cattedrali che ancora oggi stupiscono il mondo. Prendete quella di Chartres, definita 'Patrimonio culturale dell’Umanità' nel 1979. Non si può di certo definire un periodo buio, uno che ha realizzato tale capolavoro. Sono passati i secoli, ma non solo “gli amori non finiscono, fanno un giro immenso e poi ritornano.” Anche le epoche storiografiche tendono a ripresentarsi, o meglio, solo per pochi fortunati. Ecco che il medioevo, allora, torna in auge per quelle persone che hanno incrociato la loro vita con il rossonero.Si, per tutto il mondo del pallone, ma anche per alcuni stessi tifosi, il periodo di questo Milan non è di certo quello dei fasti dei tempi passati. L’età dell’oro di Carlo e l’ultimo scudetto di Allegri sembrano lontani anni luce. Siamo reduci da una stagione - a dir poco - disastrosa, fuori da tutto e tutte le competizioni. Presi a schiaffi a Madrid con la stessa facilità con cui si possono rubare le caramelle a un bambino. Abbiamo prima cacciato un allenatore già sfiduciato dai vertici, per far arrivare in sella ad un cavallo bianco Seedorf. Peccato che a giugno ne sia arrivato un terzo. Insomma, sembra proprio di essere tornati ai tempi bui del medioevo. Già, ma proprio come allora sono gli altri che definiscono le epoche. Sono quelli che verranno dopo di noi che potranno catalogare questo periodo.Noi dobbiamo viverlo e abbiamo la fortuna di farlo insieme ad una persona speciale: l’architetto Filippo Inzaghi. Pippo non fa proclami di grandi trionfi, lui vuole costruire qualcosa di bello. Proprio come quelli che hanno eretto quel capolavoro a 90 km da Parigi. Proprio come allora, Pippo parte con delle fondamenta compatte su cui poggiare la sua opera. Alex, Rami e Bonera sono tre difensori centrali che qualche battaglia l’hanno già compiuta. Sono persone esperte, navigate, ma soprattutto sono pietre solide. In porta il nostro architetto ha rimandato i giovani volti di Agazzi e Gabriel. Abbiati deve convivere con una schiena a pezzi, ecco quindi arrivare dalla Spagna Diego Lopez. Semplicemente una garanzia. Le basi ci sono, eccome se ci sono, aggiungete poi il giovane vecchio De Sciglio.Su queste fondamenta, il neo tecnico, ora, può ergere le sue fantasie. Ecco, la parola chiave: fantasia. In alto non ci sono linee precise, ma sarà il tempo a svilupparle. Il faraone, Menez e il Niang americano garantiscono quell’imprevedibilità tanto cara a Inzaghi. Saranno loro tre gli archi che dovranno esaltare il pezzo forte della cattedrale rossonera: Mario Balotelli. In caso che la stella non riesca a brillare, in panchina, è pronto e scalpitante l’eterno Pazzini. Inoltre, si aspetta quella pietra preziosa che si chiama esterno d’attacco.La ricetta dell’architetto Inzaghi è chiara: solidità dietro per garantire fantasia davanti. Non c’è dato sapere quale sarà il risultato finale, ma siamo certi che, a Milanello, si stia costruendo qualcosa di bello. La cattedrale rossonera prende forma, lasciate che siano gli altri che parlino di epoca buia. Noi dobbiamo accorrere al cantiere per portare il nostro supporto. Pippo, siamo tutti con te per tornare a stupire il mondo.Paolo Nicoli

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