Adriano Galliani (fonte foto www.europacalcio.it)
Adriano Galliani (fonte foto www.europacalcio.it)
La stagione che si è appena conclusa segna uno dei punti più bassi della storia del Milan recente: lontano 45 punti dalla vetta, escluso dalle prossime competizioni europee e con un progetto tecnico che latita. L'anno prossimo sarà necessaria una rifondazione della squadra, operazione non semplice soprattutto alla luce delle turbolente vicende societarie dell'ultimo anno: il difficile dualismo degli Ad alla guida del club, l'addio di Braida e l'instabilità della panchina rossonera. Ora però le acque sembrano essersi calmate e questa simili-faida intestina sembra avere il suo vincitore: Adriano Galliani resta il numero uno del Diavolo, l'ultima parola su qualunque decisione spetta soltanto a lui.Dopo la parentesi Seedorf arriva Inzaghi, un altro uomo di fiducia - Dopo l'esonero di Allegri a gennaio e l'arrivo di Seedorf sembrava che la leadership di Galliani fosse stata messa ampiamente in discussione: l'olandese era (almeno fino a poche settimane fa) un pupillo della famiglia Berlusconi, in particolare del presidente, e aveva vinto il ballottaggio con i candidati del veterano dirigente; di lì le voci sulle possibili dimissioni dell'amministratore e alcune dichiarazioni 'scomode'. Clarence però ha rotto con l'ambiente e ora tutto sembra pronto per la promozione di Inzaghi, altro cavallo di razza della scuderia Galliani: vittoria nel settore tecnico dunque, seconda però alla vittoria nella riorganizzazione amministrativa del club.Nè Sogliano nè Bigon: Maiorino Ds pro forma - La prima grande vittoria di Galliani infatti è costituita dalla scelta del nuovo Ds. L'addio dopo tanti anni di Ariedo Braida ha lasciato un grande vuoto negli assetti societari del Milan, un vuoto da colmare assolutamente prima dell'inizio della prossima stagione. Barbara Berlusconi aveva già individuato alcuni nomi importanti e di prospettiva per il ruolo: Riccardo Bigon, affermatosi col Napoli, e Sean Sogliano, artefice dei successi dell'Hellas Verona, su tutti. A spuntarla però è stato il candidato che non ti aspetti: Rocco Maiorino, uomo interno della società e fortemente caldeggiato proprio da Galliani. Semi-sconosciuto ai più, Maiorino ha curato per anni il servizio scouting dei rossoneri, ma nulla lasciava presagire che potesse essere scelto come erede di Braida, il che accresce i sospetti sul fatto che questa scelta costituisca una prova di forza significativa per la testa della società, con Adriano che conquista di fatto il controllo totale sulla parte tecnica del club.Ora vietato sbagliare, altrimenti... Staff e guida della squadra ora corrispondono interamente al volere di Galliani. Questo comporta però anche enormi responsabilità per il massimo dirigente: qualunque fallimento avrà un solo responsabile. Il prossimo mercato in particolare sarà un banco di prova importantissimo: la ricostruzione della squadra sarà un'operazione delicata, dovendo sottostare anche ai limiti economici che hanno caratterizzato la storia recente del Milan. Tra bilancio ed esigenze tecniche Galliani non potrà sbagliare nulla, altrimenti Barbara Berlusconi disseppellirà l'ascia di guerra: già in passato Lady B aveva chiesto la testa del collega e in caso di insuccesso potrebbe tornare a reclamare il trono della società.

Galliani4jpgfit320,320.jpeg

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti