IL NUOVO CORSO DI INZAGHI: LOTTA, GRINTA E FILOSOFIA ALLA CONTE
IL NUOVO CORSO DI INZAGHI: LOTTA, GRINTA E FILOSOFIA ALLA CONTE
Lorenzo Romagna
Fonte: it.eurosport.yahoo.com“Forse ci siamo dimenticati di che cosa è il Milan. E’ come il Real Madrid, ma il Milan è il club più titolato al mondo”. Si è presentato cosi il neo tecnico rossonero Pippo Inzaghi, che già nella sua prima conferenza da allenatore rossonero ha provato ad infuocare l’ambiente milanista e a riaccendere un barlume di speranza nel cuore di tutti i tifosi rossoneri. Gli è bastata una conferenza stampa di presentazione per farsi conoscere, o meglio, per farsi conoscere come nuovo tecnico del Milan. E c’è da giurarci, dal Pippo giocatore al Pippo allenatore è cambiato pochissimo, forse niente. La stessa grinta di sempre, determinazione e voglia alle stelle, entusiasmo da ragazzino. Qualità e caratteristiche che hanno accompagnato Super Pippo fin dalla sua prima gara a San Siro, in quel 9 settembre 2001, dove siglava la prima di una lunga serie di reti messe a segno con la maglia del diavolo.Le stesse caratteristiche, le stesse idee che ora promette di trasmettere ai suoi ragazzi, anzi, ai suoi uomini. L’ex bomber milanista ha ribadito più volte il suo credo: “Per un errore tecnico non condanno i miei giocatori, ma non bisogna sbagliare da un punto di vista umano”. La priorità di Inzaghi, dunque, è chiara: prima si dovrà cercare di essere uomini, poi calciatori. Un punto di vista simile a quello del suo collega juventino, Antonio Conte. Le idee e i concetti di Inzaghi sembrano essere analoghe a quelle del tecnico bianconero, che dovrebbe diventare, quindi, una sorta di modello da seguire. Insomma, il calcio che cercherà di imprimere Pippo sarà più simile a quello di Conte, piuttosto che a quello del suo ex allenatore, CarlettoAncelotti. Anche se è meglio fare attenzione a non paragonarlo, perché come ha ribadito il diretto interessato, lui è Inzaghi, non è nessun altro e non può cambiare.Il momento di svoltare pagina in casa Milan pare essere giunto, ed ora si penserà solamente ai nuovi obbiettivi, senza guardare indietro. Il primo traguardo sarà quello di ritrovare il giusto equilibrio e pace all’interno dello spogliatoio, frantumato dopo il passato di Allegri e Seedorf, poi si penserà al perfezionamento del gioco di squadra e al raggiungimento di obbiettivi importanti, come il ritorno in champions. La dirigenza e il tecnico sono pronti a metterci la mano sul fuoco. I rossoneri, il prossimo anno, torneranno a sentire quella musichetta della coppa dei campioni, vitale per l’orecchio di qualsiasi milanista. Se cosi non fosse, allora si potrà parlare dell’ennesimo fallimento. Comunque vada, trionfo o fallimento, entrambi dovranno essere raggiunti con il massimo dell’impegno. "Chi non lotta, non può giocare nel mio Milan", ennesimo virgolettato di Pippo Inzaghi. Quello che nascerà, a detta del neo tecnico, dovrà essere un Milan assatanato. Nessuno è sicuro del posto, solo chi dimostrerà grinta e voglia di lottare potrà far parte degli undici di Super Pippo.Milanello, la società, lo staff e i giocatori dovranno tornare alla ricerca del “DNA rossonero”, perso nelle ultime stagioni. E per farlo, non c’è altra soluzione se non quella di lottare e sudare per il bene del Milan. Le basi per tornare grandi sono in fase di costruzione. Persino il presidente Berlusconi ne è sicuro ed entusiasta, i rossoneri torneranno a vincere. Il calore dei tifosi sembra essere più forte che mai, l’entusiasmo che si respira è altissimo. Ad Inzaghi e al resto della ciurma resterà il compito di rimettere le ali al diavolo. Il nuovo corso rossonero è pronto per partire. E chissà se Inzaghi non possa tornare ad alzare, da allenatore, quelle coppe che una volta alzava da calciatore. Sognare non costa nulla, ma attenzione a non scommeterci troppo perché anche Pippo avrà bisogno del suo tempo. Quello necessario per attuare una vera e propria rifondazione.