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Risolta la questione allenatore con l'ufficializzazione dell'esonero di Seedorf e la promozione di Inzaghi, il Milan ora deve pensare alla costruzione della rosa 2014/2015, barcamenandosi tra esigenze tecniche e possibilità economiche. Qualcosa si è già mosso, con l'ingaggio di Alex e il probabile arrivo di Ménez, ma ancora molto deve essere fatto. Dal mercato si possono trarre alcuni indizi sul futuro rossonero, soprattutto per quanto riguarda il modulo: va sempre più delineandosi un ritorno al 4-3-3, ma la domanda che i tifosi si pongono è se questa sia una scelta unilaterale o, finalmente, concordata tra staff tecnico e società.L'addio di Kakà e l'arrivo di nuovi esterni - Si è parlato di indicazioni sull'assetto tattico provenienti dai movimenti di mercato. Per quanto riguarda quello in uscita, è importante considerare la situazione di Ricardo Kakà. Negli ultimi giorni si sono fatte sempre più insistenti le voci che parlano di un ritorno in patria per il 22 rossonero, per motivi legati alla famiglia, e il suo agente ha confermato questa possibilità, lasciando la porta aperta anche a un'esperienza in MLS, più precisamente a Orlando. Anche Saponara sembra destinato a migrare altrove per trovare più spazio e lo stesso Honda non è più sicuro di restare: il 4-3-1-2 dunque resta privo di interpreti e risulta difficile credere che il Milan possa muoversi per cercare nuovi trequartisti. In arrivo poi c'è Jeremy Ménez, ideale come ala nel 4-3-3 o adattabile a esterno di centrocampo: con il rientro di El Shaarawy tutto dunque sembra spingere per una simile disposizione tattica, volta ad esaltare le doti nell'uno contro uno di questi due giocatori. Non va trascurata poi la posizione di Adel Taarabt: se Kakà dovesse davvero salutare i rossoneri, non è da escludere che il marocchino possa essere acquistato a titolo definitivo, andando così ad arricchire il pacchetto di esterni offensivi.Berlusconi accetterà il 4-3-3? Il presidente rossonero ha le idee chiare e recentemente le ha manifestate apertamente: il Milan deve giocare con il 4-3-1-2, con un fantasista alle spalle di due punte centrali. Ora che però tutto sembra remare verso uno schieramento con un solo centravanti e due ali, ci si domanda se anche i desideri di Berlusconi siano mutati e siano in linea con il credo calcistico di Inzaghi: difficile credere che questa sia una scelta unilaterale di Superpippo, ma piuttosto potrebbe essere il frutto di una ponderata riflessione tra il tecnico, l'ad Galliani e lo stesso patron. Una soluzione dunque concordata con i massimi vertici societari, una ritrovata unità di intenti e vedute, venuta meno nell'esperienza da allenatore di Clarence Seedorf: una mancanza costata l'esonero all'olandese.

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