Clarence Seedorf (fonte foto: www.stopandgoal.com)
Clarence Seedorf (fonte foto: www.stopandgoal.com)
100 sono capaci di distruggere qualsiasi amore, pensate una infatuazione per un allenatore. 100 giorni di panchina e di regno Seedorf, ormai ex tecnico del Milan. Arrivato in pompa magna come antivirus Allegri, voluto espressamente da Silvio Berlusconi, Clarence non convince sin da subito il patron. Grandi del passato sono tornati e sono stati mandati via, basti pensare a Capello che tornò da Madrid "su un cavallo bianco" e se ne andò con un undicesimo posto. Tre sono i capi di accusa rivolti a Seedorf: le scelte tattiche, il rapportarsi in maniera sbagliata con lo spogliatoio, Mauro Tassotti e Galliani, infine le scelte di comunicazione. La cena del 18 marzo 2014 risulta già fatale per l'olandese, sul tavolo, oltre le pietanze, vengono serviti tutti gli errori della gestione.Uno staff costosissimo avrebbe voluto Clarence, composto da Stam e Crespo, troppo "innovativo" e rivoluzionario per il piccolo mondo antico che è Milanello; dire a Tassotti quello che può e non può fare, deve e non deve, inoltrandolo via mail a notte fonda. Infine una sovraesposizione mediatica, che sbatte contro quella di Berlusconi, impegnato con le elezioni. Interviste rilasciate senza il consenso della società, discussioni con i giornalisti. Ed ecco, che più le cose vanno male, più Galliani torna prepotentemente al comando. La sconfitta di Bergamo diventa fatale, l'Europa irraggiungibile. Un allenatore dal carattere forte, così forte, cozza con la storia del Milan, nella quale "non comandando gli allenatori, comanda il Milan". A riportare la notizia la Gazzetta dello Sport in edicola oggi.

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