Mattia De Sciglio (fonte foto: www.repubblica.it)
Mattia De Sciglio (fonte foto: www.repubblica.it)
In fondo alla Moldava vanno le pietre, sepolti a Praga riposano in tre. A questo mondo niente rimane uguale, la notte più lunga eterna non è.” Bertold Brecht canta così della “città d’oro” e della sua notte. Già, bisogna averla respirata la notte di Praga per capire quanto possa essere bella. Uscire dalle vie strette della città vecchia, passeggiare sul Ponte Carlo ed ammirare la maestosità del castello. Il tutto con il sottofondo della Moldava che scorre. Insomma è davvero qualcosa di meraviglioso, ma c’è stata una notte decisamente più bella delle altre. Nel bel mezzo di un quartiere ben poco turistico, ma dal profumo classico dell’est. Tra quei palazzi vecchi sorgeva una cattedrale di modernità: lo stadio Eden Aréna. Il 6 dicembre 2011 era una notte di Coppa Campioni tra Viktoria Plzen e Milan. Mister Allegri, con la qualificazione già in tasca, decise di schierare come terzino destro un ragazzino. Il suo nome era Mattia De Sciglio e quella notte ha illuminato Praga come mai era stato fatto prima.Sempre pettinato con il capello corto e con il volto da classico bravo ragazzo, Mattia ha stupito tutti per la personalità con cui è sceso in campo. Su quella fascia c’è rimasto. Anzi ha mostrato di saper giocare sia a destra che a sinistra con la stessa personalità tipica di un veterano. Nella stagione 2012/13 colleziona 27 gettoni in campionato, di cui 25 dal primo minuto, 5 in Coppa Campioni e 1 in Coppa Italia. Si parla di lui come l’erede di Paolo Maldini. Sembra il padrone della fascia rossonera, ma la sorte gli è avversa e lo perseguita con una serie di infortuni. Mattia se li lascia alle spalle uno ad uno e torna sempre con più voglia di prima. Sabato era solo un torneo estivo, ma il numero 2 rossonero lo ha giocato come se fosse partita vera. Semplicemente di un altro passo rispetto al suo avversario nella partita contro la Juve. Guarda a caso è dal suo piede che è arrivato l’assist per il gol di Honda. Passaggio eseguito dopo una discesa sulla fascia di una potenza disarmante. Insomma, con Armero da una parte, e questo De Sciglio dall’altra, il Milan potrebbe davvero consumare l’erba sulle fasce. Inzaghi ha puntato tanto su Mattia e non vede l’ora di raccogliere i frutti meritati. L’unico che non sorride è, ovviamente, Ignazio Abate. Se la dea bendata lo lascerà immune da infortuni, allora per il numero 20 rossonero le occasioni di scendere in campo dall’inizio saranno ridotte al lumicino.Ormai il calcio d’agosto sta per finire, già da domenica ci saranno in palio punti veri. Il Milan è ancora un cantiere aperto, ma Inzaghi ha una certezza su cui costruire la sua creatura: questo De Sciglio. Mattia sorride e corre, è suonata l’ora di illuminare il mondo con la sua splendida luce.Paolo Nicoli

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