Filippo Inzaghi (fonte foto: www.acmilan.com)
Filippo Inzaghi (fonte foto: www.acmilan.com)
L'uomo del giorno. Grandissima emozione e carica per Flippo Inzaghi quest'oggi a Casa Milan, nella prima conferenza da allenatore. Ecco le sue dichiarazioni, raccolte qui.Sulla società:“Ringrazio il presidente il dottor galliani e la dottoressa Barbara Berlusconi. Mi hanno dato un opportunità importantissima io ho iniziato due anni fa sognando di diventare l’allenatore del Milan. Forse ci siamo dimenticati di che cosa è il Milan è come il Real Madrid, ma il Milan uno dei club più titolati al mondo”.Sugli obiettivi:“Il mio primo obiettivo è ricreare il DNA del Milan. Serve un gruppo importante prima di tutto, siamo fortunati facciamo un lavoro bellissimo, ma serve un gruppo vero. Quando abbiamo vinto lo abbiamo sempre fatto con un gruppo vero e un allenatore vero. Servono regole e serenità, il mio obiettivo è creare questo gruppo e dare rispetto ai tifosi. Oggi a vedere tutti questi tifosi mi sono venuti i brividi. L'obiettivo è tornare nelle coppe, dalla porta principale: primo o secondo posto. I giocatori che sono arrivati li ho voluti io, stavano anche quasi sfuggendo perchè avevano richieste importanti. Ci siamo informati molto su Alex e Ménez, sono giocatori che possono aiutarci a risalire; soprattutto Jérémy, visti i problemi dell’anno scorso di El Shaarawy, ci darà una mano. Sostituto di Montolivo? Sono sicuro che chi lo farà lo farà al meglio”.Sui suoi giocatori, alcuni dei quali ex compagni: “Non mi interessa il tu o il lei ma il rispetto del ruolo che faccio e del mio staff. Gli ex compagni saranno un vantaggio per me, conosco i loro valori”.Sui valori: “La sincerità è tutto, ma credo che la cosa più importante per essere allenatore sia l’esempio. Ho sempre rispetto chi chiedeva e si comportava bene. Io non voglio copiare nessuno, semplicemente sarà Pippo Inzaghi, spero solo di trasmettere la mia voglia di vincere a tutti. Quando ho preso in mano la squadra ho guardato i valori dei giocatori, non tecnici che si possono migliorare, ma umani. Poi vi posso dire una cosa: sicuramente lotteremo, perchè chi non lotta non può giocare nel mio Milan”Sul ruolo dell'allenatore: “Come mi ha detto Antonio Conte, l’unica differenza è che alla notte non dormi. Le responsabilità aumentano, devi gestire 30 persone e in molti momenti devi essere duro, altre volte un po’ psicologo, ma io mi sento pronto, a volte devi essere duro, ma l’importante è essere leali con tutti”.Sui primi giorni da mister: "Ho trovato un’atmosfera bellissima a Milanello e a Casa Milan. Non avevo bisogno di conoscere il tifoso del Milan, ma la sua passione mi sorprende sempre. Leggere i loro striscioni poi, ho visto la scritta “RABBIA”: è giusto, ci servirà per ripartire. Fa male sentire la musica della Champions e non esserci. Onorare la maglia per me è fondamentale, deve essere il nostro pensiero quest’anno”.Sui predecessori: “Ho avuto Ancelotti per tanti anni, ma sono Inzaghi, non posso cambiare. Per un errore tecnico non condanno i miei giocatori, ma non bisogna sbagliare da un punto di vista umano”.Sulla figura dell'allenatore:“La dura legge dell’allenatore: quando vinci sono bravi i giocatori, quando perdi tutta colpa del tecnico. Al di là del gap tecnico, il Milan non può arrivare 8°, ci sono state altre problematiche. Non mi permetto comunque di parlare di chi ha lavorato prima di me. Quando abbiamo vinto negli scorsi anni avevamo un grande allenatore che però non ci curava negli aspetti personali. Avevamo tutti una grande ambizione e per ottenere quello che volevamo davamo il massimo. Chi non giocava magari si arrabbiava, ma in senso positivo: faceva vedere all’allenatore che doveva dargli spazio sul campo, non lamentandosi. Mi auguro che da me i ragazzi ricevano i giusti consigli e li applichino sul campo”.Sui giovani: “In Italia non abbiamo pazienza per rifondare. Noi abbiamo investito tanto sul Settore Giovanile, per farli crescere prima come uomini poi come giocatori. La debacle dell’Italia? In altri paesi, tipo Germania, investono tanto sui giovani”.Su Honda: “Mi piace, è un grande professionista. Non so dove giocherà, potrebbe essere l’esterno destro nei 3 davanti o la mezz’ala sinistra, quando lo avrò a disposizione valuterò. La mia bravura dovrà essere il capire come far rendere al meglio i miei giocatori e in base a quello sceglierò lo schema di gioco. Non mi piace pensare che un allenatore abbia in testa un solo modulo e adatti i giocatori a quello. Torneremo a far credere agli avversari che è difficile battere il Milan”.

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