milanday.altervista.orgSottile, ma neanche troppo. Nella conferenza stampa di venerdì Daniele Bonera ha lanciato non poche bordate contro Clarence Seedorf, senza però mai nominarlo direttamente. Frasi non certo lusinghiere nei confronti del tecnico olandese che sulla panchina rossonera è durato appena sei mesi. Richiamato direttamente dal Brasile per far fronte all'emergenza post-Allegri, dopo gli entusiasmi iniziali, Clarence è stato man mano abbandonato da tutti. Un metodo che non è piaciuto, qualche favoritismo di troppo e i risultati, anche se arrivati, non sono mai bastati. Società e giocatori hanno scaricato le responsabilità su di lui, solo i tifosi hanno provato a difenderlo."Come è andata lo avete visto tutti. Ora a Milanello si respira un clima diverso, un'aria più pulita". Il primo colpo affondato dal difensore rossonero, certamente non nel momento più adatto visto che il Milan sta ancora tentando di risolvere pacificamente il contratto con l'ex allenatore. E ancora: "Differenze? Inzaghi ha un grado importante di preparazione". Due i concetti che sono emersi dalle parole di Bonera: il nucleo italiano dello spogliatoio che detta legge e la necessità che ci siano regole uguali per tutti. Innegabile il riferimento allo stretto rapporto che Seedorf aveva instaurato con Balotelli, mai digerito dal resto del gruppo viste poi le prestazioni deludenti in campo.Ma il centrale rossonero è sullo l'ultimo tra le fila rossonere ad aver detto la sua sugli ultimi sei mesi della stagione 2013/14. Da Giampaolo Pazzini, che si era lamentato per lo scarso spazio avuto ("Per tutti io e Balotelli dovevamo giocare insieme, ma purtroppo non per lui... Io e Supermario possiamo coesistere e siamo la coppia perfetta"), a Andrea Poliche cerca una convocazione al Mondiale e si è visto negare il campo ("Con l’arrivo di mister Seedorf il mio minutaggio è diminuito, certamente non mi ha aiutato"), di nuovo lo spogliatoio azzurro contro il tecnico. Ma anche Mauro Tassotti, presenza imprescindibile di Milanello, teoricamente super partes, non si è esentato dal commentare: “Rapporto non facile con Seedorf, non ero stato una sua scelta e forse anche per quello le cose non sono andate bene. Ho cercato di mettere la mia esperienza e le mie competenze a disposizione, ma per farlo devi sentirti a tuo agio”. Un amore che non è mai sbocciato...