AMARCORD – JAVI MORENO: UN SOGNO DURATO UNA STAGIONE
AMARCORD – JAVI MORENO: UN SOGNO DURATO UNA STAGIONE
Mariano Messinese
Javi Moreno (fonte foto www.sofoot.com)I sogni muoiono all'alba. Quando le prime luci del giorno accarezzano il cuscino. Ma non tutti i risvegli sono dolci. A volte possono essere traumatici. A Javi Moreno è capitato due volte. La prima volta nel 2000, durante la finale di Coppa Uefa. L'attaccante spagnolo aveva trascinato con i suoi gol l'Alaves fin lì. La cenerentola del torneo era a un passo dalla storia. E magari Javi Moreno e compagni si tiravano un pizzicotto a vicenda per accertarsi che fosse tutto vero. Ma Morfeo li svegliò e il Liverpool si aggiudicò la coppa dopo un 5-4 spettacolare e al tempo stesso drammatico. E Javi Moreno tornò a casa affranto, dopo aver segnato e sognato a occhi aperti.Ma subito dopo lo spagnolo ha un'altra occasione. Perchè viene ingaggiato dal Milan che rimpingua le casse del Deportivo Alaves con 32 miliardi. Eh sì, quando si dice mercato folies. Comunque Terim, il nuovo allenatore dei rossoneri, stravede per lui. Il bomber sogna durante tutta l'estate di diventare il nuovo idolo dei tifosi rossoneri. Ma in autunno cadono le foglie e crollano le sue speranze.Anzi, alla prima di campionato non gioca. E manifesta già i primi sintomi del mal di pancia nel corso di una intervista. Ma si affreta subito a smentirla. Anche perchè subito dopo debutta in Uefa contro i bielorussi del Bate Borisov. L'impegno è tutt'altro che impegnativo. Javi Moreno segna il gol del 2-0, ma prima se ne mangia almeno 4 clamorosi. Esulta con lacrime che sanno di liberazione. Ma la sua prestazione non convince. E alla fine viene punito con un 5,5 in pagella, mentre si fa strada il dubbio che il Milan debba ritornare sul mercato per rinforzare il parco attaccanti. E puntualmente arrivano lo svincolato Marco Simone e Kutuzov, il gioiellino, inflazionato, dei bielorossi. Gli spazi già stretti, diventano adesso claustrofobici. Nonostante questo Moreno si toglie la soddisfazione di segnare anche nella gara di ritorno.Lento, statico, sciupone, tecnicamente scadente e anche un po' parassita. E' questa la fotografia di Javi Moreno dopo la gara di Borisov. In realtà sarà un ritratto fedele della sua avventura italiana Dopo l'esonero di Terim e l'arrivo di Ancelotti, Javi Moreno sparisce dai radar, nonostante l'infortunio di Inzaghi. Anche se l'attaccante spagnolo ha un sussulto di orgoglio a gennaio in Coppa Italia. Giustizia la Lazio con tre gol nel doppio scontro, uno su punizione. Ma in campionato è notte fonda. E visto che non riesce a segnare con mezzi leciti, prova a farlo di mano, come contro l'Udinese. Ma lo fa in maniera ridicola e goffa. E l'arbitro non ci casca. Seguono altre prestazioni imbarazzanti, fino alla gara contro il Venezia, adagiato sul fondo della classifica. Il Milan in quella gara esibisce il meglio e il peggio del suo repertorio. Proprio come Javi Moreno che non entusiasma ma realizza una doppietta. I suoi primi gol in campionato. Eppure lo spagnolo non si gode il momento. Esulta in modo polemico contro il settore occupato dai tifosi del Milan. Si porta il dito alle labbra come a dire: ”Ehi, adesso non fischiate più?” Ma il “raton”, il suo soprannome per via di quei dentoni pronunciati, non immagina che il suo momento magico stia finendo.Seguono altre prestazioni inguardabili. Si muove poco e male, è impreciso e non riesce a fare mai reparto da solo, Ma ormai lo spagnolo ha i minuti contati. Inzaghi sta per tornare. E quando SuperPippo si aggrega alla prima squadra, Javi si accomoda in panchina. Ormai non rientra più nei piani del Milan che ha già ingaggiato Tomasson per la prossima stagione. Al termine del campionato, l'attaccante di Silla prende il primo aereo con destinazione Madrid, sponda colchonera. Ma anche li non riuscirà più a ripetersi come ai tempi del Deportivo Alaves. Ci resta due anni, prima di tentare l'avventura inglese al Bolton, dove gioca poco e non segna mai. Segue un mesto ritorno in patria. Fino al ritiro, avvenuto nel 2011. In termini tecnici la sua esperienza italiana fu un disastro. La stessa cosa non si può dire sul piano economico. In pratica più che le reti, Javi Moreno gonfiò il suo portafoglio. Merito di un biennale da 5 miliardi netti. Altra epoca, altro mercato.Mariano Messinese Twitter: @MarianoWeltgeis