fonte foto: sport.leonardo.it
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11 mesi di calvario. 11 mesi passati ad osservare gli altri a segnare e combattere per conquistare un posto in Europa. 11 mesi in cui ha visto il Milan cambiare faccia più e più volte. 11 mesi dal suo ultimo gol ufficiale, contro il PSV nei preliminari di Champions. L'altro ieri ha riassaporato vecchie sensazioni, quelle che ti percuotono e ti animano quando la palla va in rete. Ovvio, quello contro il Renate non è paragonabile ad un gol in Champions, ma per un attaccante buttarla dentro è sempre importante. Stephan è tornato, e vuole riprendersi il Milan.Un nuovo tecnico in panchina, quel Pippo Inzaghi che ha avuto la fortuna di avere come compagno di squadra nel suo primo anno al Milan, e con il quale il rapporto è ottimo. Cambio di modulo, si torna al 4-3-3 che lo ha rivelato al grande calcio con la maglia del Padova, che per poco non portava in Serie A praticamente da solo. Lo stesso modulo che lo ha visto protagonista nella rincorsa di due stagioni fa, nella quale a suon di gol era riuscito a portare il Milan in zona Champions. I rossoneri, senza di lui, sono stati costretti a cambiare modulo, in quanto in rosa non c'erano esterni di così alta qualità, e che allo stesso tempo sapevano offrire tanto lavoro oscuro.Al di là, poi,del fattore tecnico, Barbara Berlusconi ha specificato che il Faraone sarà l'uomo della rinascita, da cui ripartire per tornare quelli di un tempo. Il Milan ha bisogno di Stephan e Stephan ha bisogno del Milan: entrambi devono aiutarsi per riprendersi gli antichi splendori, con i quali hanno abbagliato il pubblico di San Siro. In questo nuovo progetto rossonero, la cresta di El Shaarawy conta di più di quella del suo amico Mario Balotelli, ma in pochi se ne sono accorti.

SERIE A: MILAN - PESCARA

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