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Dalle stelle alle stalle in poco più di una settimana. Partito ricoperto di elogi in patria e all'estero dopo la vittoria con l'Inghilterra, Mario Balotelli ha terminato il Mondiale da capro espiatorio del fallimento della spedizione italiana. Ingiusto, ovviamente, addossare tutte le colpe sul 23enne rossonero che ha sì deluso contro Costa Rica e Uruguay, ma che è solo una comparsa nel grande caos in cui versa il calcio italiano. Eppure ciò che il Mondiale brasiliano ha evidenziato è l'impossibilità di gestire il ragazzo a livello caratteriale.La lite scoppiata ieri all'intervallo di Italia-Uruguay è stata l'ennesima dimostrazione che Mario non riesce ad essere un 'uomo di squadra' perchè il suo caratteraccio troppo spesso lo isola dal gruppo. Ieri sono arrivate le accuse di Buffon e De Rossi ("Servono uomini veri, non figurine") e oggi emerge il duro scontro avuto con Prandelli, costatogli la sostituzione. L'ennesima rottura con un allenatore per Mario e proprio con colui che, forse, aveva più creduto in lui e più di tutti lo aveva difeso pubblicamente. Scaricato nuovamente e lanciato in preda ai giornalisti, Balotelli è stato individuato tra i principali errori del progetto tecnico da parte del ct azzurro.Prandelli, ma anche Seedorf in questo finale di stagione avevano preferito usare la carota con l'attaccante rossonero che arrivava dalle dure 'bastonate' ricevute da Massimiliano Allegri. Nessuno dei due tentativi si è rivelato fruttuoso: prestazioni all'altezza del suo talento non sono mai arrivate con continuità e Mario ha tradito la fiducia di tutti, tifosi compresi, che vedevano in lui il fuoriclasse del futuro. Nemmeno uno come Mourinho era riuscito a gestire il suo potenziale nel famoso anno del Triplete: per tutti gli interisti Balotelli sarà ricordato per l'ignobile gesto di aver gettato a terra la magli nerazzurra al termine di Inter-Barcellona.Ora in casa Milan ci si interroga sul futuro del giocatore: a Silvio Berlusconi non sarà certo passati inosservati il comportamento di Mario e le sue pessime prestazioni in campo. Se neppure Prandelli è riuscito a valorizzarlo (finendo col farlo svariare da seconda punta), arriverà mai un allenatore che potrà fa esplodere definitivamente il talento del ragazzo? Se Inzaghi potrà provarci il prossimo anno non è dato saperlo, per ora l'attaccante è sul mercato. Il Milan dovrà scegliere se svenderlo (il mondiale è costato un notevole deprezzamento) oppure riprovarci il prossimo anno.

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