ANATOMIA DI UN DISASTRO: MAI COSI’ DALLA STAGIONE DELLA RETROCESSIONE
ANATOMIA DI UN DISASTRO: MAI COSI’ DALLA STAGIONE DELLA RETROCESSIONE
Pietro Locatelli
www.qnm.itIl Milan peggiore degli ultimi 30 anni e quindi anche della gestione Berlusconi. Nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere la creatura del Cavaliere cadere così in basso, eppure, con Allegri alla guida, è successo. La stagione 1981/1982 è stata la peggiore di sempre per quanto riguarda la lunghissima storia rossonera, caratterizzata dall'assenza pressoché totale di gioco e di carattere, un mix esplosivo che condannò la squadra a retrocedere nella serie cadetta, suscitando così le ironie degli avversari che ancora rivangano questo avvenimento. Quest'anno non è poi tanto diverso, soprattutto dato il fatto che in 17 partite il Milan ha collezionato unicamente 19 punti, costituiti di 4 vittorie, 7 pareggi e 6 sconfitte. Non certo numeri da prima della classe e visto il periodo di rivoluzione che sta caratterizzando la società e la formazione si potrebbe allentare un po' il peso della critica, ma ciò che i giocatori stanno facendo vedere in campo è veramente senza alcuna scusante, privo di alcuna giustificazione di qualsiasi genere. Non si può e non si deve lasciarsi andare in questa maniera, al di là del brutto periodo, del cambio dirigenziale, dei capricci del presidente, delle lamentele di Lady B (a proposito, un sentito ringraziamento per aver sollevato un polverone inutile in una stagione evidentemente critica), dell'accontentarsi di Allegri e della sufficienza di chi va in campo, non si può mostrare questo, per amore della maglia, per amore dei tifosi e per amor proprio. Gli scontri diretti sono stati un disastro, con 5 sconfitte su 6, la difesa è un colabrodo, l'attacco non ne butta dentro una e il centrocampo è costituito unicamente di un olandese inferocito alla ricerca del Mondiale e di un giovane dal nome Andrea Poli che si sbatte a destra e a sinistra per tutta la squadra. Tutti i tifosi fanno i dovuti scongiuri, ma la zona retrocessione non è poi così lontana, ora bisogna solo rimboccarsi le maniche e zappare la terra, riportando a galla la cattiveria agonistica e l'orgoglio di un tempo.