Il croato brilla contro il Sassuolo ma soffre il centrocampo a due: le parole di Stefano Borghi ('Sky Sport') sulla gestione del Pallone d'Oro del Milan

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Milan, guarda Modrić: gol e grande prestazione con la Croazia | Video

Milan, guarda Modrić: gol e grande prestazione con la Croazia | Video SKY

Uno dei casi più spinosi e discussi in questo inizio di stagione 2026-2027 per il Milan di Rúben Amorim è senza dubbio quello relativo alla gestione del minutaggio di Luka Modrić. Il Pallone d'Oro 2018 resta un fuoriclasse di assoluta caratura internazionale e, ogni qualvolta il tecnico portoghese lo schiera sul terreno di gioco in Serie A e in Europa League, il croato non manca di regalare un saggio della sua immensa classe e della sua rinomata qualità tecnica.

Chiaramente, a 41 anni suonati, il centrocampista non può più assicurare – in termini di pura tenuta fisica e atletica – il medesimo rendimento di qualche stagione fa. Questo limite emerge soprattutto in quelle partite specifiche in cui il Milan non ha il totale controllo e la gestione del possesso del pallone, trovandosi costretto a impostare gare improntate sulla corsa e sulla ferocia agonistica.

Luka Modrić (centrocampista AC Milan), qui durante Sassuolo-Milan 1-1 (Serie A 2026-2027)

Il cambio di modulo: perché Modrić faticava meno con Allegri

Se nel 3-5-2 disegnato da Massimiliano Allegri nella passata stagione Modrić aveva brillato per tutto l'anno, è perché il croato si trovava costantemente coperto e supportato da due mezzali dinamiche al suo fianco. Inoltre, grazie alla cura maniacale che il giocatore ha del proprio corpo e al calendario che prevedeva un solo impegno a settimana senza le coppe europee, l'ex stella del Real Madrid non usciva mai sfiancato dal campo. Quest'anno, invece, lo scenario tattico è radicalmente cambiato.

Nei vari assetti utilizzati fin qui da Amorim – sia esso il 3-4-2-1, il 4-2-3-1 o persino il 4-4-2 visto nelle ultime uscite – il centrocampista si ritrova quasi sempre a operare all'interno di una mediana a due. In questo contesto, volente o nolente, Modrić è costretto a correre molto di più, non solo in verticale ma anche lateralmente, per coprire porzioni di campo decisamente più ampie. Un dispendio energetico notevole, con una lucidità complessiva che inevitabilmente rischia di risentirne nei momenti chiave del match.

L'analisi di Stefano Borghi: "Modrić garantisce regia e posizionamenti difensivi"

Dell'impatto del croato, entrato in campo nel corso del secondo tempo di Sassuolo-Milan 1-1, ha parlato in un video pubblicato sul proprio canale ufficiale YouTube Stefano Borghi, noto giornalista sportivo e stimato telecronista di Sky Sport. Borghi ha voluto fare chiarezza sull'apporto del numero 10 rossonero: "Il discorso che Modrić in certe partite può essere in difficoltà riguarda poche partite, perché poi l'abbiamo visto nel secondo tempo contro il Sassuolo, l'abbiamo visto anche nella partita contro il Lecce". Secondo il giornalista, l'importanza del Pallone d'Oro va ben oltre la semplice costruzione della manovra: "Modrić non solo è quello che dà manovra a una squadra che per il resto di registi non ne ha. Modrić è anche posizionamenti difensivi. L'ho visto diverse volte su certi attacchi del Sassuolo, quando il Milan ripiegava anche un po' affannosamente, poi il posizionamento giusto ce l'aveva Modrić e il pallone sembrava arrivare da lui". Borghi ha poi concluso spiegando quali sono i contesti in cui il croato rischia di soffrire: "Ciò su cui Modrić può andare un po' in difficoltà è se la partita è avanti e indietro, se è una partita di transizioni, una partita a ritmo alto, una partita velocissima e/o una partita nella quale la squadra di Modrić non pressa bene".

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