Il caos societario
—La squadra è pienamente colpevole, ma la confusione societaria che regna da ormai tre anni in Casa Milan ha un impatto considerevole sulla serenità del gruppo. Le settimane più importanti della stagione sono state segnate da una lunghissima serie di voci sulle continue tensioni in Via Aldo Rossi: dalle divergenze tra Giorgio Furlani e Igli Tare alla lite tra Massimiliano Allegri e Zlatan Ibrahimovic.
Cardinale batti un colpo
—Gerry Cardinale aveva lanciato un messaggio chiaro: "Tutto dipende dalla qualificazione in Champions League". Ma ora che l'obiettivo è stato fallito malamente, quali sono i piani del patron?
La presenza a San Siro per assistere dal vivo al match contro il Cagliari non cambia la percezione dei tifosi sul suo conto. "Cardinale devi vendere! vattene! vattene!", questa è l'accoglienza che gli ha riservato la Curva Sud. La rivoluzione delle prossime settimane sarà solo l'ennesima degli ultimi anni, dopo l'ennesimo fallimento sportivo. Dagli errori bisogna imparare qualcosa per non commetterli di nuovo, ma il proprietario del club sembra non avere ancora appreso nulla sul Milan a quattro anni dall'acquisizione.
Non si salva neanche Allegri
—"L'obiettivo del Milan è entrare in Champions League", questo è stato il concetto che Massimiliano Allegri ha ribadito per tutta la stagione. La missione non è stata completata e la proposta di gioco è stata insufficiente. La partita contro il Cagliari ha messo in luce tutti i problemi tecnici e tattici di questa squadra, che ha dimostrato di essere fragile in difesa e poco pericolosa in attacco. Se con il quarto posto la sua permanenza sulla panchina rossonera sarebbe stato un giusto riconoscimento per il lavoro svolto, questa sconfitta potrebbe cambiare anche il suo destino.
Cosa fare ora?
—Ora occorre ripartire da uomini di calcio per riportare il Milan dove merita di stare. Servono figure che trasudino milanismo, in grado di rivitalizzare un ambiente che negli ultimi anni si è completamente appiattito. Cardinale dovrà dimostrare di tenerci davvero: così non è abbastanza, bisogna fare di più. La rivoluzione potrebbe essere totale, tutti i vertici tecnici e dirigenziali sono a rischio. La decisione arriverà nei prossimi giorni, ma la paura dei tifosi è quella di assistere a un nuovo "anno zero", in cui vincere trofei rischia di restare soltanto un sogno.
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