PIANETAMILAN stagione serie a news e risultati Cagliari-Milan, Pisacane orgoglioso: “Abbiamo fatto una grande partita”

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Cagliari-Milan, Pisacane orgoglioso: “Abbiamo fatto una grande partita”

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L'allenatore rossoblù Fabio Pisacane ha parlato prima dopo la fine della partita tra Milan-Cagliari che si è giocata a San Siro. Le parole in conferenza stampa
Stefano Bressi
Stefano Bressi Inviato, responsabile social, redattore 

Terminata la partita tra Milan-Cagliari, ultima gara della stagione 2025-26 per i rossoneri, che si è giocata dalle 20:45 presso lo stadio 'San Siro' di Milano. Dopo il fischio finale dell'arbitro Marco Guida di Torre Annunziata, l'allenatore rossoblù Fabio Pisacane ha parlato in conferenza stampa. Ecco le sue dichiarazioni.

Da cosa dipende il suo futuro e sul piazzamento in classifica: "Intanto come ho sempre detto il mio rapporto con Cagliari e col Cagliari va oltre il contratto, che c'è. Io mi vedo al Cagliari, poi i matrimoni si fanno in due. Però penso che la società sia contenta. Per l'obiettivo e per ciò che abbiamo fatto. Non è facile raggiungere la salvezza come abbiamo fatto noi, con difficoltà e infortuni, che hanno tutti. Però ci siamo salvati con i giovani e alcuni senatori che hanno dimostrato senso di appartenenza. Siamo felici, perché chiudere così rende giustizia soprattutto a loro per il percorso che hanno portato avanti".


Se si aspettava una prestazione così: "Lavoro per questo. Dal primo giorno abbiamo dato un'idea precisa. Il tempo è galantuomo. Per vedere un'idea precisa ci vogliono mesi, l'abbiamo dimostrato. Soprattutto in una squadra che mesi fa aveva altre richieste. Abbiamo portato qualcosa di nuovo, non per forza migliore. Hanno assimilato. Volevo fare una partita così. Tutti preparano partite così. Le cose, se le immaginiamo, possono accadere. Una squadra che prende un gol dopo un minuto a Milano e fa una partita del genere è gratificante".

Se la vittoria elimina la partita di Pisa e se resta: "Io partirei dalla partita col Pisa: penso che le squadre che giocano per il nostro obiettivo possono perdere contro quelle che giocano per lo stesso obiettivo. Prendere gol in superiorità si fa fatica. Il calcio è questo. Una partita non può sporcare il percorso. Non si può vivere di sensazioni, in modo umorale. Se avessimo vinto a Pisa, il campionato sarebbe rimasto uguale. Le vittorie che non ci aspettavamo potevano alleviare quella partita, ma non è successo. Anche per colpa mia. Da inizio luglio ho un bersaglio dietro la schiena. Ogni cosa che sbaglio viene alimentata. Sono felice per loro, nel calcio esiste solo l'oggi. Il futuro mi vede ancora qui, se mi vogliono io ci sono".

Se quest'anno è contato più l'aspetto tattico o mentale: "L'aspetto tecnico tattico è l'ultimo pezzo. La gestione ti permette di superare tanti ostacoli. Quando uno è autentico, come ho fatto io, anche se ho sbagliato, permette di sopperire e farsi riconoscere quando commetti uno sbaglio. Ho toccato i tasti giusti. Poi l'aspettati tecnico tattico basta poco per correggerlo. Però se alla base non c'è una gestione del rapporto non dico ottima, ma buona, il giocatore non ti segue".

Su Deiola e Borrelli: "Gli infortuni loro sono ricaduti sul gruppo. Però la squadra ha dato sempre risposte collettive. Questo mi gratifica. Recuperarli ci ha dato la possibilità di avere qualche freccia in più".

Cosa gli è piaciuto di più, forse il controllo totale nel palleggio o la reazione: "Mi porto i due tempi. La squadra ha sempre espresso l'idea giusta. Poi abbiamo fatto fatica a portare a casa. Anche all'andata. Abbiamo finito nel modo migliore. Abbiamo avuto, nell'arco di tutta la gara, la possibilità di esprimere il nostro calcio".