Il retroscena di calciomercato che ha azzoppato le ambizioni del Milan. La follia estiva della coppia Furlani-Moncada

- Milano
Cosa non funziona nel Milan

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Ma cosa può essere passato per la mente di Furlani e Moncada per lasciarsi scappare Manu Konè e prendere Emerson Royal?? Questa è una delle tante domande che fanno schiumare di rabbia il tifoso milanista e che tutti, nessuno escluso, si saranno posti ieri sera guardando alla tv la prestazione monumentale (condita da doppietta) del centrocampista francese in Roma-Inter. Perchè ci sono decisioni di mercato che non fotografano semplicemente un errore momentaneo, ma diventano il manifesto di una gestione societaria pessima. Il rendimento devastante che Manu Koné sta mostrando con la maglia della Roma è l'esatta rappresentazione dell'incompetenza strategica che ha caratterizzato il calciomercato dell'AC Milan negli ultimi anni. Una gestione firmata a doppia firma dalla coppia composta da Geoffrey Moncada e Giorgio Furlani, capace di muovere cifre mastodontiche senza mai far registrare un reale progresso tecnico alla squadra, lasciando i tifosi rossoneri a imprecare sul divano di casa.

Manu Kone rimpianto calciomercato Milan

Il capolavoro al contrario: il paradosso Emerson Royal e la svendita di Kalulu

Riavvolgiamo il nastro. Estate 2024: che al Milan servisse come il pane un centrocampista di peso, un recupera-palloni strutturato in grado di fare da diga e garantire pulizia nella transizione difensiva, lo sapeva anche il tifoso più distratto. Koné, già completo e oggi diventato a tutti gli effetti un top player di livello internazionale, era praticamente bloccato alla cifra accessibile di 18 milioni di euro, quelli poi effettivamente spesi dalla Roma per acquistarlo in quella sessione estiva di calciomercato.

Ma ovviamente, sarebbe stato troppo bello, troppo intelligente e sensato. Oserei dire, forse, anche troppo ambizioso. Indovinate quindi cosa successe? Il magico duo Furlani-Moncada apparecchiarono uno degli switch più sciocchi degli ultimi anni. Ingolositi dalla facile plusvalenza, decisero di vendere Pierre Kalulu (riluttante al tempo, come da lui confessato tempo dopo) alla Juventus, una diretta concorrente, per poi dirottare i soldi su un terzino destro. Creato il buco, bisognava coprirlo. La pezza portava il nome di Emerson Royal, sbertucciato a Londra dai tifosi del Tottenham per le sue carenze e portato a Milano per 16 milioni di euro. "Black Panter!", così lo presentava Zlatan Ibrahimovic. 16 MI-LIO-NI. Li vogliamo scandire bene. Proprio quelli che servivano per prendere Manù Kone. E la falla a centrocampo? Tranquilli, c'è Silvano Vos, garantisce Moncada. Uno sliding doors devastante, che ha azzoppato il Milan in due ruoli. Fare peggio, francamente, era difficile.

Il manifesto del fallimento: 500 milioni spesi in 4 anni e zero progressi

Ma quella, purtroppo, è stata solo la punta dell'iceberg. Dal 2022 al 2025, in quattro stagioni calcistiche il Milan ha speso più di 500 milioni di euro. Soldi completamente buttati senza alcuna logica, se non quella di bilancio. Giocatori mediocri, privi di leadership e qualità accatastati per creare le plusvalenze del futuro. Senza mai guardare al campo, a cosa servisse, al presente e alla storia gloriosa della società: il Milan si meritava molto di meglio. Se oggi la squadra ha una rosa imperfetta, modesta e piena di buchi è anche per quegli errori. Non dimentichiamocelo mai quando giudichiamo questo Milan. Perchè chi dimentica, è complice. Ora però sotto con il Lecce, il passato è passato. Proviamo a voltare pagina..

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