"Il Milan, nella sua storia, è sempre stato qualcosa di riconoscibile. Anche nei momenti difficili aveva una direzione, un’idea forte, un’identità da difendere. Oggi questa identità appare sbiadita. Il club sembra muoversi più per adattamento che per visione. E questo è forse il dato più preoccupante, più ancora dei risultati. Il Milan non è cresciuto come avrebbe dovuto, non ha consolidato, non ha vinto. E non offre nessuna speranza per il futuro".
Successivamente, Letizia ha detto la sua anche sul lavoro di Giorgio Furlani, recentemente finito nel mirino dei tifosi rossoneri per un lavoro giudicato non all'altezza della storia del club. Il giornalista ha offerto un'analisi lucida della situazione in casa Milan, utilizzando toni pacati e chiarendo la posizione attuale dell'amministratore delegato del club rossonero.
"Non serve alzare i toni, né trasformare l’analisi in attacco personale come fanno alcuni per convenienza: con coerenza, rispetterò sempre Giorgio Furlani come uomo e come manager finanziario, ma non posso più sottrarmi dal non apprezzare Giorgio Furlani come amministratore delegato del Milan. Basta guardare la distanza tra ciò che era stato promesso e ciò che è stato ottenuto. Basta guardare la posizione del Milan oggi, in Italia e in Europa, rispetto alle ambizioni dichiarate. Basta guardare il campo. All’inizio c’era fiducia, ed era giusta. Oggi c’è una realtà che riguarda Giorgio Furlani in prima persona, perché è lui il punto di sintesi di questa gestione".
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