Senza campioni non si vince
—La verità è che per competere servono giocatori di livello assoluto. Il Milan era abituato a dominare in Italia e in Europa, reggendosi su fuoriclasse come Kakà, Rui Costa, Van Basten, Pirlo, Seedorf, Maldini, Nesta, Baresi e una lista di nomi che potrebbe continuare all'infinito. Oggi il talento non manca, ma i campioni in grado di spostare gli equilibri sono pochi.
Il compito di Allegri, in questa fase di transizione, può essere anche quello di alzare l’asticella. Il lavoro per convincere Rabiot e le richieste di profili internazionali come Goretzka o Lewandowski vanno in questa direzione. Tuttavia, dalla fine dell’era Berlusconi, con Li Yonghong, Elliott e RedBird, la strategia è rimasta invariata: conti in ordine e investimenti ridotti al minimo indispensabile.
Legittimo, ma distante dalla tradizione di un club abituato a vincere la Champions. Finché la rosa sarà costruita per arrivare quarta, sognare qualcosa di più resterà complicato per i tifosi rossoneri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
/www.pianetamilan.it/assets/uploads/202604/73e6b2605c1d4a84cfe9a83dc50b3fdc.jpg)