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Milan, crisi Leao: anche in fascia è un disastro. I numeri lo inchiodano: colpa della pubalgia o c’è altro?

Rafael Leao, attaccante Milan
L'analisi della prestazione di Rafael Leao contro l'Atalanta attraverso l'analisi dei dati statistici: il Milan riflette sul futuro del suo numero 10
Redazione PM

La sconfitta interna per 3-2 contro l'Atalanta ha lasciato ferite profonde in casa rossonera, ma a far rumore è soprattutto l'ennesimo passaggio a vuoto di Rafael Leao. Il portoghese, sostituito da Massimiliano Allegri al 58' minuto tra i fischi assordanti di San Siro, ha toccato probabilmente il punto più basso della sua esperienza milanista. Oltre alla prestazione opaca, pesa anche l'ammonizione rimediata da diffidato: il portoghese classe 1999 salterà la trasferta di Genova, un match cruciale per difendere il quarto posto dall'assalto della Roma.

Milan, i numeri del disastro di Leao

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Le statistiche della serata di San Siro sono impietose e certificano un'assenza ingiustificata dal vivo del gioco. Nullo in fase difensiva, con soli due recuperi nella propria metà campo e nullo in fase offensiva, con tre soli tiri in porta e un'occasione (grossa) sprecata sparando addosso al portiere. Il resto dei numeri certifica il disastro: 44 tocchi e 13 palle perse (praticamente il 30%, un possesso su tre). Malissimo anche nella sua specialità, i dribbling: 4 tentati, uno solo riuscito. La Heatmap ci fa capire la sua posizione sul terreno di gioco: non ha fatto il nove, ma l'ala sinistra. Senza profondità, però. Si è appiattito sulla metà campo, quasi sulla linea laterale del campo.


Il mito del ruolo: anche largo a sinistra non c'è più la "miccia"

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Per gran parte dell'anno, la flessione di Leao è stata giustificata dalla pubalgia cronica o dal nuovo ruolo da centravanti nel 3-5-2 di Allegri. Tuttavia, la gara contro la 'Dea' ha smentito questo alibi. Sia nel primo, che nel secondo tempo, con l'ingresso di Nkunku e il passaggio al 4-2-3-1, Leao è tornato ad agire nella sua posizione naturale di ala sinistra. Il risultato non è cambiato: la velocità di esecuzione e la capacità di saltare l'uomo sembrano svanite. La sensazione è che, al di là dei moduli, il numero 10 abbia perso quella scintilla emotiva e atletica che lo rendeva incontenibile fino a due stagioni fa.

Il crollo dei dribbling

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A inchiodare Leao è il confronto storico dei suoi dati. Nell'anno dello Scudetto (21/22), il portoghese vantava 98 dribbling riusciti con una precisione del 60%. Quel numero è iniziato a calare gradualmente fino al crollo verticale della stagione attuale (25/26). Quest'anno, il numero 10 rossonero ha completato appena 26 dribbling su 56 tentati, con una percentuale di riuscita che è precipitata al 46,5%. Un dato emblematico per un giocatore che faceva dell'uno contro uno la sua arma principale e che oggi, invece, fatica enormemente a superare il diretto avversario.

Futuro in bilico: l'addio al Milan è uno scenario concreto

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Dopo sette stagioni in rossonero, il ciclo di Leao sembra giunto ai titoli di coda. Con un contratto in scadenza nel 2028 e i dialoghi per il rinnovo in stand-by, la società sta valutando seriamente la cessione. Se la clausola da 175 milioni appare oggi fuori mercato, il Milan potrebbe decidere di sedersi al tavolo delle trattative di fronte a un'offerta da almeno 50 milioni di euro. Premier League, Liga e Saudi Pro League restano alla finestra: la sensazione è che il futuro dell'attaccante portoghese sia ormai lontano da Milano.