Il mito del ruolo: anche largo a sinistra non c'è più la "miccia"
—Per gran parte dell'anno, la flessione di Leao è stata giustificata dalla pubalgia cronica o dal nuovo ruolo da centravanti nel 3-5-2 di Allegri. Tuttavia, la gara contro la 'Dea' ha smentito questo alibi. Sia nel primo, che nel secondo tempo, con l'ingresso di Nkunku e il passaggio al 4-2-3-1, Leao è tornato ad agire nella sua posizione naturale di ala sinistra. Il risultato non è cambiato: la velocità di esecuzione e la capacità di saltare l'uomo sembrano svanite. La sensazione è che, al di là dei moduli, il numero 10 abbia perso quella scintilla emotiva e atletica che lo rendeva incontenibile fino a due stagioni fa.
Il crollo dei dribbling
—A inchiodare Leao è il confronto storico dei suoi dati. Nell'anno dello Scudetto (21/22), il portoghese vantava 98 dribbling riusciti con una precisione del 60%. Quel numero è iniziato a calare gradualmente fino al crollo verticale della stagione attuale (25/26). Quest'anno, il numero 10 rossonero ha completato appena 26 dribbling su 56 tentati, con una percentuale di riuscita che è precipitata al 46,5%. Un dato emblematico per un giocatore che faceva dell'uno contro uno la sua arma principale e che oggi, invece, fatica enormemente a superare il diretto avversario.
Futuro in bilico: l'addio al Milan è uno scenario concreto
—Dopo sette stagioni in rossonero, il ciclo di Leao sembra giunto ai titoli di coda. Con un contratto in scadenza nel 2028 e i dialoghi per il rinnovo in stand-by, la società sta valutando seriamente la cessione. Se la clausola da 175 milioni appare oggi fuori mercato, il Milan potrebbe decidere di sedersi al tavolo delle trattative di fronte a un'offerta da almeno 50 milioni di euro. Premier League, Liga e Saudi Pro League restano alla finestra: la sensazione è che il futuro dell'attaccante portoghese sia ormai lontano da Milano.
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