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Milan, la petizione per cacciare Furlani supera le 25 mila firme: ecco quali sono i prossimi step

Redazione PM
Cresce il malcontento in casa Milan: la petizione contro Giorgio Furlani supera le 25 mila firme e la Curva Sud prepara la protesta. Ora la palla passa a Cardinale

La tensione attorno al Milan continua a salire. Nelle ultime ore la petizione lanciata su Change.org per chiedere le dimissioni dell’amministratore delegato Giorgio Furlani ha superato quota 25 mila firme in poco più di un giorno. Un dato che certifica il malcontento di una parte consistente della tifoseria rossonera, delusa da un'altra stagione priva di trofei e da una gestione ritenuta poco ambiziosa sotto il profilo sportivo.

Milan, la petizione e il clima attorno a Furlani

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L’iniziativa, promossa da alcuni tifosi, punta a ottenere un cambio ai vertici societari, individuando in Furlani uno dei principali ostacoli allo sviluppo tecnico del club. Si tratta di una protesta pacifica ma significativa, che fotografa una frattura sempre più evidente tra la dirigenza e la piazza. Un segnale del clima teso si era già percepito nei giorni scorsi, quando l'ad rossonero avrebbe dovuto partecipare a un evento del Sole 24 Ore, salvo poi essere sostituito dal CFO Cocirio.

Domenica la protesta a San Siro

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La mobilitazione non si fermerà al web. Come vi abbiamo anticipato in esclusiva, anche la Curva Sud è pronta a far sentire la propria voce nel prepartita di Milan-Atalanta, con una contestazione rivolta alla società e in particolare all’amministratore delegato Giorgio Furlani. Durante i 90 minuti il sostegno alla squadra non mancherà, ma prima e dopo la gara gli ultras rossoneri faranno sentire la propria voce.

La palla passa a Cardinale

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Ora la decisione spetta a Gerry Cardinale. Il proprietario del Milan dovrà scegliere se accogliere le richieste della tifoseria o confermare la linea attuale. Da questa scelta passerà una parte rilevante del futuro del Diavolo: sostenibilità economica o ambizioni sportive? La risposta, questa volta, non potrà più essere rimandata.