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Furlani e l’era RedBird al Milan: 441 milioni spesi, un trofeo vinto e promesse non mantenute

Emiliano Guadagnoli
Emiliano Guadagnoli Redattore 
Il Milan di Furlani e di RedBird ha speso tantissimi milioni da quando ha preso le redini da Maldini. Tutto questo per un solo trofeo. Ecco la nostra analisi

Mancano tre partite alla fine di una stagione che si sta chiudendo in modo deludente per il Milan. Dopo aver sognato lo Scudetto e non avere avuto supporto dal mercato invernale, la squadra di Massimiliano Allegri sta sprecando il vantaggio sulle inseguitrici nella corsa al quarto posto. I rossoneri hanno ancora il destino nelle proprie mani: Atalanta, Genoa e Cagliari le prossime sfide per il Milan, che è obbligato a vincerne due per la qualificazione in Champions League. La Roma, quinta, è tornata a meno 3. Era inevitabile che, dopo la sconfitta contro il Sassuolo, si parlasse di altre rivoluzioni, specialmente senza Champions League. Si parla già di addii, di mancati colpi in entrata e via dicendo.

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Milan, le ambizioni di Furlani? Parlano i risultati

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Post 19esimo scudetto del Milan, è una storia che quasi si rincorre per il Diavolo. Estate è sintomo di rivoluzione ormai per i rossoneri e non è mai una cosa buona (qui la nostra analisi a riguardo). Da quando Giorgio Furlani ha preso le redini del Milan (quindi nell'estate dell'addio di Paolo Maldini), i rossoneri hanno vinto solo una Supercoppa Italiana e hanno perso progressivamente i punti centrali del progetto rossonero.

Le promesse non mantenute di Furlani 

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"Nel nostro club analizziamo costantemente le strategie e i modelli più idonei per garantire che il Milan possa continuare a progredire dentro e fuori dal campo, per competere con le squadre leader d’Europa". Disse il Ceo rossonero a 'La Gazzetta dello Sport' proprio dopo l'addio di Maldini e il cambio strategico del Milan di Cardinale. "Il primo fondamentale elemento, lo ripeto sempre è, e rimarrà, il calcio". Eppure il campo ha parlato chiaro: il Milan non vince lo Scudetto dal 2021-22 e, ogni estate, rischia di perdere un big importante della squadra. Prima Tonali, poi Reijnders e Theo Hernández, ora Leão è in bilico. "La nostra priorità ora è consolidare e rafforzare i progressi compiuti negli ultimi anni, in tutte le componenti del club. La nostra ambizione non è cambiata, anzi si è fortificata: essere competitivi ai vertici del calcio europeo". Parole sempre di Furlani. Eppure, del Milan di Maldini e Pioli, nella formazione titolare di Allegri, ne sono rimasti pochi: Maignan in porta, Tomori e Gabbia in difesa. Saelemaekers e Leão in attacco. Una rivoluzione e non un consolidamento. Oltre ai mancati titoli, ci sono tutti gli investimenti sul mercato che non hanno pagato: 170,00 milioni nel 2025-26, 139,00 milioni nel 2024-25, 132,68 nel 2023-24. 441 milioni di euro investiti in tre stagioni, con il Diavolo che non ha vinto nulla, oltre alla Supercoppa Italiana della scorsa stagione (dati transfermarkt). Per fare un confronto importante, l'Inter che ha vinto due Scudetti in questi anni ed è arrivata due volte in finale di Champions League in queste stagioni, nello stesso periodo ha speso sul mercato 250 milioni di euro, molti meno rispetto al Milan. Qualificazione in Champions League o meno, il Milan di RedBird e Furlani deve riflettere su questi dati e sulle mancate vittorie se vuole davvero riportare il Diavolo a 'essere competitivi ai vertici del calcio europeo'.