Milan, i numeri di Nkunku
—La rete contro la 'Dea' interrompe un digiuno che durava dallo scorso 3 febbraio, quando Nkunku andò a segno, sempre dagli undici metri, nella trasferta del 'Dall'Ara' contro il Bologna di Vincenzo Italiano. Con questo centro, il francese sale a quota 6 gol in Serie A. Alle reti in campionato si aggiungono 3 assist e la splendida semirovesciata siglata in Coppa Italia contro il Lecce. Sebbene il bottino totale in 33 presenze (1391 minuti in minuti in campo), non sia ancora paragonabile ai numeri devastanti registrati in Bundesliga con il Lipsia (70 gol e 56 assist), il segnale lanciato ieri suggerisce che il calciatore abbia ancora del potenziale inespresso.
L'evoluzione tattica
—Il segreto della rinascita di Nkunku sembra risiedere nella posizione occupata in campo durante la gara contro l'Atalanta. Con il passaggio al 4-2-3-1 nel corso della ripresa, Allegri lo ha schierato come sottopunta, un ruolo che gli permette di svariare e dialogare con i compagni senza dover fare "a sportellate" tra i centrali avversari. È la stessa collocazione tattica che lo rese una stella in Germania, quando agiva alle spalle di Timo Werner. Ma qui il problema non è di modulo, ma di ruolo: è chiarissimo a tutti che non possa fare la punta. Una volta sollevato dai compiti del centravanti (che non sa e non può fare, malgrado sia stato spacciato tale al suo arrivo a Milano), Nkunku torna un giocatore vivo, pericoloso. Sia da esterno, che da sottopunta o seconda punta.
Il futuro di Nkunku tra mercato e Nazionale
—Fino a pochi giorni fa, il futuro di Nkunku appariva lontano da Milano. Il DS Igli Tare aveva già avviato i contatti con l'agente Pini Zahavi per valutare una cessione estiva dopo un impatto difficile seguito all'investimento da 37 milioni di euro della scorsa estate. La prova d'orgoglio di San Siro non cambia le cose, ma il calcio è strano e le svolte improvvise, inaspettate. Se Nkunku vuole tenersi stretto il Milan, sa già cosa deve fare: trascinare i rossoneri in Champions League. E chissà, magari che un finale di stagione in crescendo non possa riaprirgli incredibilmente anche le porte della Nazionale francese di Deschamps in vista dei prossimi Mondiali.
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