Le parole di Andrea Marinozzi a "Fontana di Trevi" in commento alle tante critiche rivolte a Ruben Amorim dopo il pareggio di Reggio Emilia

- Milano
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Durante l'ultima puntata di "Fontana di Trevi", format di Cronache di Spogliatoio, il giornalista Andrea Marinozzi ha parlato di Ruben Amorim, allenatore del Milan, e delle tante critiche che sta ricevendo. Queste le sue parole: "Negli ultimi anni di Milan, io ricordo che Fonseca era già in discussione prima del derby e qualche mese dopo è stato esonerato. Adesso Amorim ha perso la prima partita col Benfica, la prima di 8 in Europa League, una partita quasi inutile, e l'hanno fatto nero. Pareggia a Reggio Emilia col Sassuolo dove la Juve ha perso, con il Sassuolo che fa ottime cose in campo, per un episodio, una lettura sbagliata con una gara meno bella di quella pre-sosta, e viene giudicato in maniera eccessiva. I risultati sono quelli, in campo sono un po' più indietro rispetto a quello che mi aspettavo, ma sono passate solo 7 partite, poca roba. Diamogli tempo".

Rúben Amorim (allenatore AC Milan), qui durante Sassuolo-Milan 1-1 (Serie A 2026-2027)

Milan, Marinozzi difende Amorim: il nodo è il tempo

Le considerazioni di Andrea Marinozzi si inseriscono nel dibattito sul percorso del nuovo Milan. Secondo il giornalista, le critiche rivolte a Ruben Amorim sono eccessive rispetto al numero di partite disputate: appena sette, un campione ancora limitato per formulare un giudizio definitivo sul lavoro dell'allenatore.

Questo non significa ignorare le difficoltà mostrate dalla squadra. Marinozzi riconosce che i rossoneri sono più indietro sul piano del gioco rispetto alle sue aspettative, ma invita a considerare anche gli aspetti positivi emersi nelle prestazioni e il percorso di crescita ancora da completare.

La questione centrale riguarda quindi l'equilibrio tra la necessità di ottenere risultati immediati e quella di concedere al tecnico il tempo necessario per trasmettere i propri principi. Le prossime gare saranno importanti per capire se il Milan riuscirà a tradurre le idee di Amorim in maggiore continuità e qualità sul campo.

Milan, un'aria diventata pesante: serve tempo per costruire

Il problema, però, potrebbe essere più ampio dei risultati e delle prestazioni di Ruben Amorim. In casa Milan sembra essersi creato un clima nel quale ogni nuovo allenatore finisce rapidamente sotto esame, con le prime difficoltà che diventano subito motivo di discussione sul suo futuro. Era successo con Paulo Fonseca e il rischio è che lo stesso copione si ripeta anche con il tecnico ex United.

È proprio questo il punto su cui riflettere: un progetto tecnico ha bisogno di tempo, continuità e fiducia per poter essere valutato con cognizione di causa. Cambiare guida tecnica significa spesso ripartire da nuove idee, nuovi meccanismi e differenti richieste ai giocatori. Pretendere risultati immediati è comprensibile in una società ambiziosa come il Milan, ma non può diventare l'unico criterio per giudicare il lavoro di un allenatore dopo poche settimane.

In questo senso, può essere utile ricordare il caso di Cristian Chivu all'Inter nella scorsa stagione. Anche per il tecnico rumeno il percorso ha richiesto un periodo di adattamento, prima che il suo lavoro potesse essere valutato nel quadro complessivo della stagione. Il paragone non significa che le due situazioni siano identiche, ma invita a una riflessione: nel calcio, la pazienza può essere una componente fondamentale per costruire un'identità riconoscibile e ottenere risultati nel tempo.

Per Amorim, dunque, le prossime partite saranno importanti, ma sarebbe prematuro trasformare ogni passo falso in una sentenza definitiva. Il Milan ha bisogno di risposte sul campo, ma anche di un ambiente capace di consentire al proprio allenatore di lavorare e dimostrare il valore delle sue idee.

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