Adani critica ancora Allegri: ma il calcio che gioca il Milan è davvero una involuzione? E quale sarebbe l'evoluzione che si vede in Europa? Ecco la nostra analisi
"Ad Allegri non gliene frega niente di venire a parlare con noi, della conferenza stampa e della comunicazione. Ha il suo modo di pensare ed esprimersi, che va contro l'evoluzione del calcio e della comunicazione. Max vuole vivere bene, sereno, e divertirsi più dei giocatori quando va in campo. Quindi, a lui, anche dei nostri complimenti non gli interessa; più si va nell'analisi e lui più se ne sbatte, non gli interessa comunicare", queste le parole dell'opinionista Lele Adani a La Nuova DS', trasmissione in onda su 'Rai 2'. Noi di Pianeta Milan abbiamo preso spunto dal pensiero dell'ex calciatore. Il punto della nostra analisi è sull'evoluzione del calcio.
Le parole di Adani sull'evoluzione del gioco e su Allegri
—
Abbiamo visto anche nell'ultimo turno di Champions League come ci siano state valanghe di gol (32 in 8 partite, una media di 4 gol a partita), sicuramente bellissimo e in favore dello spettacolo per chi guarda il calcio da casa. Si, ma per chi punta al risultato e a fare bene, a conquistare punti e obiettivi questo spettacolo spesso non serve. Non è un caso se queste partite spesso vengono indirizzate da errori tecnici e individuali dei difensori o dei portiere sempre più costretti a giocare dal basso per creare manovra. A volte si vedono partite che lasciano dubbi sulle scelte di alcuni allenatori: all'arrembaggio in attacco rischiando sempre troppo con difese altissime e bucabili da una sola giocata. Quando questa tattica non ti riesce rischi di imbarcare acqua (chiamare l'Atalanta o il City per saperne qualcosa in più). Guardiamo il gol di Valverde, il primo della sua splendida tripletta: è bastato un lancio perfetto di Courtois per tagliare fuori tutto il Manchester City.