Il Corriere della Sera analizza il nuovo corso arbitrale: rigori negati e falli di mano ignorati da Torino-Milan a Juventus-Atalanta di ieri pomeriggio

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La gestione della Serie A sotto la nuova guida di Daniele Orsato, subentrato a Gianluca Rocchi nel ruolo di designatore arbitrale, sta registrando una drastica e discussa riduzione dell'utilizzo del VAR. Secondo quanto evidenziato dal Corriere della Sera oggi in edicola, lo strumento tecnologico sembra quasi sparito dagli stadi italiani, riflettendo la nota ritrosia che lo stesso Orsato aveva da arbitro in campo verso il 'Video Assistant Referees'. La nuova linea editoriale dei fischietti italiani, condizionata dalle recenti direttive FIFA e UEFA per alzare la soglia del fallo ed eliminare le perdite di tempo, sta scatenando accese polemiche per una serie di macroscopici errori commessi nelle prime 5 giornate di campionato ai danni di diversi club, tra cui Milan, Juventus, Atalanta, Roma e Napoli.

Alphadjo Cisse (centrocampista AC Milan), qui durante Torino-Milan 1-2 (Serie A 2026-2027)

La nuova linea Orsato: ritmi europei ma aumentano gli errori

Il nuovo corso arbitrale ha indubbiamente regalato al campionato italiano partite più intense, dal ritmo decisamente più "europeo" e meno spezzettate, raccogliendo inizialmente il favore degli allenatori. Tuttavia, la forte sensazione evidenziata dal quotidiano generalista è che i direttori di gara tendano adesso a fischiare sempre di meno per allinearsi alle preferenze del nuovo capo dei designatori. Se nella passata stagione si eccedeva nel senso opposto, punendo ogni minimo contatto, ora si è passati all'estremo contrario. Il risultato? Gli errori sul terreno di gioco stanno aumentando in maniera vistosa, pur avendo fatto meno rumore mediatico solo perché ci si trova nelle battute iniziali della stagione.

Il caso clou all'Allianz Stadium e la moviola delle prime giornate

L'ultimo e più clamoroso episodio è andato in scena nel corso della sfida dello Stadium tra Juventus e Atalanta, terminata 2-0. Una vistosa e prolungata trattenuta in area di rigore del difensore bianconero Pierre Kalulu ai danni dell'attaccante orobico Jonathan Rowe è stata completamente ignorata. Fino allo scorso campionato, un intervento del genere sarebbe stato certamente oggetto di On-Field Review al VAR, inducendo il direttore di gara a decretare il penalty. Ma i casi di sviste evidenti toccano ormai moltissime piazze. In Genoa-Napoli (0-2), ad esempio, è apparsa palese la spinta con il gomito di Kevin De Bruyne su Johan Vázquez in occasione della rete che ha sbloccato il match nel finale.

Bracci larghi e rigori negati: colpiti anche il Milan e Abate

La sfilata degli errori prosegue con il rotondo 4-0 tra Roma e Fiorentina, match caratterizzato da un tocco di braccio larghissimo di Nicolò Fagioli non sanzionato e dal gol del vantaggio giallorosso viziato da una evidente manata di Mario Hermoso ai danni di Franco Mastantuono. Anche il Milan è stato direttamente penalizzato da questo nuovo trend: sul campo del Torino, è rimasto impunito un braccio larghissimo di Nikola Vlašić su un pericoloso tiro-cross effettuato da Alphadjo Cisse. La lista si allunga con un calcio di rigore solare negato al Frosinone sul punteggio di 0-0 allo stadio Franchi di Firenze (gara poi terminata 3-0) e con l'episodio in Bologna-Torino (1-1) che ha fortemente penalizzato la formazione guidata da Ignazio Abate, fermata da un fallo in piena area di Torbjørn Heggem su Gaetano Oristanio. L'auspicio dell'ambiente calcistico è che gli arbitri tornino a considerare il VAR come un prezioso alleato per gli episodi più gravi, e non come il male assoluto da evitare.

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