Lo spagnolo si è raccontato al Festival dello Sport: il retroscena sul derby di mercato, il rapporto con Gerry Cardinale e il nuovo ruolo con Rúben Amorim

- Milano
Mario Gila (difensore AC Milan) era presente ieri al Festival dello Sport di Trento

Milan, Gila: "Il calcio di Amorim ci piace. Ecco perché ho detto 'no' all'Inter"

Uno dei grandi colpi del calciomercato estivo del Milan, Mario Gila, ha infiammato l'ambiente rossonero con dichiarazioni destinate a far discutere. Il difensore centrale spagnolo classe 2000, prelevato dalla Lazio per ben 30 milioni di euro, è intervenuto ieri pomeriggio sul palco del Teatro Sociale di Trento in occasione della nona edizione del Festival dello Sport organizzato da La Gazzetta dello Sport. Tra i quotidiani sportivi oggi in edicola, anche Corriere dello Sport e Tuttosport hanno dato ampio risalto al clamoroso retroscena rivelato dal calciatore: il secco "no" rifilato all'Inter pur di vestire la maglia del club di Via Aldo Rossi.

Mario Gila (difensore AC Milan), qui durante l'amichevole Milan-Padova 1-1 a Milanello

Calciomercato Milan, il retroscena di Gila: «Mi voleva l'Inter, ho scelto i rossoneri»

Il numero 34 rossonero non si è nascosto e ha confermato la folta concorrenza superata dalla dirigenza milanista in estate: «Confermo che in estate mi ha cercato pure l’Inter, ma ho scelto il Milan. Il motivo? Perché è una squadra che quando ti chiama è difficile dire di no. Ha una storia importante e aiutare il Milan a tornare a vincere è un qualcosa che non puoi trovare altrove», ha ammesso l'ex canterano del Real Madrid, cresciuto con il mito di Sergio Ramos e degli storici difensori rossoneri come Alessandro Nesta, Paolo Maldini e Alessandro Costacurta.

Gila ha poi analizzato l'impatto con il nuovo allenatore Rúben Amorim, promuovendo il suo nuovo progetto tattico: «Trasmette grinta, è aggressivo sulla pressione. È un allenatore moderno, adatto al calcio europeo. Siamo all'inizio, c'è bisogno di tempo ma i risultati verranno. L’obiettivo è entrare in Champions e vincere lo Scudetto. Europa League? Sarebbe bella una finale Milan-Juventus, ma forse è un po’ irreale. Allora facciamo Milan-Bournemouth».

La rivoluzione tattica di Amorim e i veri leader dello spogliatoio

Un passaggio chiave dell'intervista ha riguardato il possibile cambio di modulo di Amorim, pronto a passare dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1. In questo scenario, Mario Gila passerebbe dal ruolo di braccetto destro nella difesa a tre a quello di terzino destro puro: «A me piace. Bello fare il centrale, ma in una posizione nuova magari impari cose inedite e da terzino potrei spingermi di più in attacco. Segno poco, giocando laterale magari segnerei anche di più». Infine, lo spagnolo ha tracciato un quadro chiarissimo sulla vicinanza del proprietario Gerry Cardinale e sulle reali gerarchie carismatiche all'interno dello spogliatoio di Milanello:

  • Il rapporto con la società: «Da quel che vedo, Cardinale ci tiene molto e ascolta. È importante che ascolti i leader. Ci sta molto vicino, senza essere irruente o invadere gli spazi. Chiede in cosa può aiutare».
  • I leader di campo: «Adrien Rabiot e Christian Pulisic sono trascinatori sul terreno di gioco per l'atteggiamento».
  • I leader vocali: «Quelli che senti di più nello spogliatoio sono Mike Maignan, Matteo Gabbia e Luka Modrić. Luka sa dare sempre il consiglio giusto, ma non si mette ad urlare come farebbe un Sergio Ramos, o come fanno Mike e Matteo».

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