Nessun messaggio social e assenza quasi certa ai funerali di stamattina per lo svedese. Dietro la sua scelta c'è un dramma familiare del passato

- Milano
Franco Baresi (AC Milan) e Giuseppe Bergomi (Inter), nel febbraio 2026, portarono la torcia Olimpica all'interno dello stadio di San Siro

"Mai provata un'emozione così": quando Baresi portò la torcia Olimpica con Bergomi

Non è passato inosservato, agli occhi dei tifosi del Milan, il comportamento di Zlatan Ibrahimović nelle ore successive alla dolorosa scomparsa di Franco Baresi, leggenda del club rossonero e attuale Vicepresidente Onorario della società di Via Aldo Rossi. Il silenzio dell'ex centravanti svedese, oggi Senior Advisor di RedBird e Gerry Cardinale, ha sollevato diversi interrogativi anche tra la gente comune.

Questo perché Ibrahimović, solitamente molto attivo ed d'impatto sui propri canali social ufficiali, è rimasto in assoluto silenzio. Nessun post di cordoglio, nessuna storia di commiato, nessun commento pubblico di fronte alla tragedia che ha colpito l'universo rossonero, da sempre legatissimo all'eterno Capitano. Baresi d'altronde rappresenta l'essenza del Milanismo, avendo accompagnato il club persino nei momenti più bui della Serie B per poi ricondurlo sul tetto d'Europa e del mondo.

Zlatan Ibrahimović, Senior Advisor di RedBird per il Milan, non ha postato niente sui social in merito alla morte di Franco Baresi

Il retroscena di Tuttosport: perché Ibrahimović non sarà ai funerali

A fare chiarezza su un atteggiamento che molti sostenitori hanno faticato a comprendere è stata l'edizione odierna di 'Tuttosport'. Secondo quanto rivelato dal quotidiano torinese, dietro la reazione di Zlatan si cela una logica strettamente personale ed emotiva. Il quotidiano indica infatti al 99% la probabilità che il dirigente svedese non sia presente questa mattina, alle ore 11:00, ai funerali solenni presso la Basilica di Sant'Ambrogio a Milano.

Non si tratta di una mancanza di rispetto istituzionale o di un distacco nei confronti della figura di Baresi, bensì di una precisa e radicata scelta comportamentale legata alla sfera più intima dell'ex calciatore.

La gestione del dolore: dal dramma del fratello a Raiola e Berlusconi

Le origini di questo distacco pubblico dalle cerimonie funebri e dalle commemorazioni social risalgono al 2014. In quell'anno, la prematura scomparsa del fratello maggiore, Sapko Ibrahimović, a causa di una grave forma di leucemia, ha segnato profondamente la vita privata di Zlatan.

Da quel tragico evento in poi, Ibrahimović ha intrapreso un personale e rigoroso percorso di elaborazione dei lutti che colpiscono le persone a lui vicine. Lo svedese preferisce vivere il proprio dolore in forma strettamente privata, rifiutando di esternare pubblicamente i propri sentimenti o di spettacolarizzare la sofferenza attraverso i media o le piattaforme digitali.

Un comportamento coerente nel tempo

Questa stessa linea di condotta, improntata alla massima riservatezza, era già emersa chiaramente in occasione di altre dolorose perdite che hanno scosso Ibrahimović negli ultimi anni:
  • La scomparsa dello storico agente e mentore Mino Raiola
  • La morte dell'amico ed ex compagno di squadra Siniša Mihajlović
  • La scomparsa del Presidente Silvio Berlusconi, colui che lo portò per la prima volta in rossonero
Anche in quelle circostanze, Zlatan scelse la via del silenzio e della riservatezza. Il mancato messaggio per Franco Baresi si inserisce dunque in questo medesimo solco psicologico: un modo intimo di rispettare il lutto, lontano dai riflettori della cronaca sportiva.

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