Rúben Amorim analizza i progressi tattici rispetto alla passata stagione, fissa gli obiettivi sul possesso palla e lancia un messaggio chiaro a Rafael Leão

- Milano
Milan, Gonçalo Ramos si presenta cantando. E Rafa Leão ...

Milan, Gonçalo Ramos si presenta cantando. E Rafa Leão ...

Il secondo test stagionale del nuovo Milan guidato da Rúben Amorim si chiude con un pareggio che regala indicazioni preziose. All'Optus Stadium di Perth, in Western Australia, il derby amichevole contro l'Inter di Cristian Chivu è terminato 1-1. Al vantaggio nerazzurro firmato al 52' da Federico Dimarco ha risposto, all'84', il calcio di rigore freddo e preciso trasformato da Christopher Nkunku.

Per il Diavolo si tratta del secondo pareggio consecutivo in questa tournée estiva, dopo il 2-2 maturato a Glasgow contro il Celtic. Un percorso di crescita che lo stesso tecnico portoghese ha commentato nel post-partita, come riportato anche dal Corriere dello Sport: «È importante non aver perso, ma la cosa più importante è migliorare come squadra».

Rúben Amorim, allenatore AC Milan, qui durante il derby amichevole contro l'Inter a Perth (Western Australia)

La metamorfosi tattica: la rottura netta con il passato di Allegri

Nonostante siano passati soltanto 180 minuti di calcio estivo, le differenze tra la nuova filosofia di Amorim e il Milan della scorsa stagione guidato da Massimiliano Allegri sono già evidenti. Il cambio di passo si concentra su tre aspetti cardine:
  • Costruzione dal basso ragionata: il Milan non cerca più il lancio lungo sistematico, ma prova a muovere il pallone rapidamente partendo dai difensori.
  • Gestione del rischio: rispetto al match contro il Celtic, i rossoneri hanno evitato verticalizzazioni troppo pericolose nella propria metà campo.
  • Il dogma del possesso palla: per Amorim, tenere il controllo del gioco è la prima forma di difesa.

«Penso si veda come proviamo a muovere velocemente il pallone», ha spiegato con sicurezza l'allenatore portoghese. «Dobbiamo migliorare in tutto, soprattutto con la palla. Se abbiamo più possesso, soffriremo di meno. Ma è un qualcosa per cui ci vuole tempo, su cui dobbiamo lavorare».

I venti minuti di Leão e la gestione del gruppo

L'attenzione dei media e dei tifosi si è concentrata inevitabilmente anche sugli ultimi venti minuti della sfida, che hanno visto l'esordio stagionale di Rafael Leão. Nonostante le frequenti voci di calciomercato che lo accostano a club esteri, il portoghese è entrato in campo con lo spirito giusto.

Amorim ha voluto blindare lo spogliatoio da personalismi, lanciando un messaggio chiaro sulla gestione delle gerarchie del nuovo Milan:

«Se sei un giocatore del Milan, sei fortunato e devi divertirti. Rafa si sta divertendo, ma è un giocatore della squadra. Contro l'Inter ha aiutato il gruppo e questo è importante, ma il focus resta sul collettivo. Lo valuto esattamente come Nkunku, Francesco Camarda e tutti gli altri. Sto vedendo giocatori che stanno crescendo».
Il tempo per gli esperimenti, però, stringe. Il Milan è già pronto a rimettersi in viaggio: il prossimo test match della tournée si disputerà sabato a Giacarta, in Indonesia, dove i rossoneri affronteranno il Chelsea per un altro esame internazionale di altissimo livello.

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