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Bakayoko perquisito per uno scambio di persona: la Polizia fa chiarezza

Bakayoko perquisito per uno scambio di persona: la Polizia fa chiarezza (getty images)
Tiemoue Bakayoko nei giorni scorsi è stato fermato dalle forze dell'ordine per uno scambio di persona: la Polizia fa chiarezza

Enrico Ianuario

L'edizione odierna de 'La Gazzetta dello Sport' torna nuovamente sull'episodio che ha riguardato Tiemoue Bakayoko, calciatore del Milan che è stato perquisito la mattina del 3 luglio dalla Polizia. All'alba di quella mattina, riporta la 'rosea', era avvenuta una sparatoria tra senegalesi e nordafricani in Corso Como, zona vicina in cui è stato fermato il centrocampista francese che si trovava a bordo del suo Suv, simile a quello ricercato dalla Polizia.

Un passante che si trovava lì ha ripreso il tutto e ha pubblicato il video sul web diventando virale. "Ho visto il video ma non ho parlato con il questore quindi non saprei commentarlo e non vorrei dire cose improprie. Sentirò il questore", ha dichiarato il Sindaco di Milano Beppe Sala, mentre la Polizia ha fatto chiarezza pubblicando una nota ufficiale. "Il controllo - si legge - occorso in un contesto operativo che giustificava l’adozione delle più elevate misure di sicurezza, anche in funzione di autotutela, si è svolto con modalità assolutamente coerenti rispetto al tipo di allarme in atto. Identificata la persona e chiarita la sua estraneità ai fatti a il servizio è ripreso regolarmente, senza alcun tipo di rilievo da parte dell’interessato".

Inoltre sono arrivate la congratulazioni da parte del segretario della Siulp, il sindacato della Polizia, Paolo Magrone con i colleghi "per la meticolosità del controllo", ricordando "quanto sia importante il fattore umano nel controllo del territorio, così come accadde una notte in cui la volante fermò per un controllo quello che poi risultò essere un noto terrorista e la cosa finì tragicamente, come tutti si ricordano. Quella volta furono eroi, oggi sono dei razzisti o sprovveduti. Bravissimi ragazzi. Siete l’orgoglio di questo paese". Non è dello stesso parere, invece, Amnesty Italia, che su Twitter ha scritto: "Le immagini del fermo di Bakayoko fanno pensare a una profilazione etnica. Una pratica discriminatoria che su una persona non famosa avrebbe potuto avere conseguenze gravi". Calciomercato Milan, il punto sulle trattative in entrata e in uscita.

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