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Marco van Ginkel (ex centrocampista AC Milan) qui con i rossoneri nella stagione di Serie A 2014-2015 | Milan News (Getty Images)
Marco Van Ginkel si è da poco ritirato dal calcio giocato. Nella sua intervista a Gazzetta.it l'ex centrocampista ha parlato anche della sua esperienza con il Milan: "Fu una trattativa lampo, chiusa l’ultimo giorno di mercato. Il mio agente mi chiamò all’improvviso dicendomi: ‘Dobbiamo subito prendere un jet per Milano’. Ricordo il colloquio con Pippo Inzaghi nel suo ufficio il primo giorno a Milanello. Doveva farmi vedere alcune slide su come muovermi in campo, ma parlava in italiano. Non capivo niente. A un certo punto gli dissi: ‘Mister, non parlo la sua lingua’. Lui fece finta di capire e provò con l’inglese, anche se non si capiva granché".
Ancora su Inzaghi allenatore: "Non aveva una grande gestione del gruppo. Magari giocavi bene un paio di partite e poi ti metteva in panchina. Ma era alle sue prime armi da allenatore, l’ho sempre ammirato come persona". Sui problemi fisici anche al Milan: "Muntari in allenamento rischiò di spezzarmi la caviglia: per fortuna fu solo una distorsione, ma per due mesi non vidi il campo. Mi chiese scusa in tutti i modi, le accettai. Alla fine, il mio sono riuscito a farlo: 18 presenze, 1 gol, alla Roma di Totti, e 3 assist".
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Ha mai incontrato Berlusconi? "Almeno una volta al mese si presentava a Milanello con l’elicottero. Un personaggio incredibile: teneva tantissimo al Milan".
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