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Sabatini duro sul Milan: “Il nodo Ibrahimović rende la gestione abbastanza improbabile”

Emiliano Guadagnoli
Emiliano Guadagnoli Redattore 
Il giornalista Sandro Sabatini ha parlato della situazione Milan con i dissidi tra Allegri e Ibrahimović nell'ultimo appuntamento con Pressing. Ecco le sue parole

Il Milan ha vinto contro il Genoa e l'obiettivo Champions League ora è vicino: mancano tre punti da conquistare domenica sera contro il Cagliari. Si continua a parlare dei dissidi tra Allegri e Ibrahimović. Si è parlato, infatti, di discussioni legate alla scelta del terzo portiere e di contatti continui tra lo svedese e Cassano. Ecco il commento del giornalista Sandro Sabatini dagli studi di 'Pressing', programma di Mediaset.

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"Il filo lì non può essere molto diretto, perché c'è il nodo Ibrahimović. Una situazione di gestione abbastanza improbabile che abbia successo quella di Allegri che fa l'allenatore a Milanello e Ibra che fa il dirigente e l'allenatore ombra. Alla Roma un contrasto tra Gasperini e Ranieri si è risolto in un certo modo, al Milan è stato gestito dalla società in un modo... Hanno litigato in privato sì, Allegri non parlerà mai contro il mercato, contro la società in pubblico".

La nostra analisi: quanto pesa la Champions e non solo

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Ricordiamo che il Milan arrivava alla sfida contro il Genoa con un solo risultato disponibile, ovvero vincere. La squadra di Massimiliano Allegri aveva finito assolutamente i jolly nelle sconfitte contro il Sassuolo e contro l'Atalanta e guadagnando solo 7 punti in 8 partite. Per questo la vittoria contro il Grifone è fondamentale, specialmente arrivando in un clima difficile da gestire per chiunque. Non a caso sono arrivate le parole a 'DAZN' di Rabiot: "Noi più vecchi abbiamo chiesto di non ascoltare quello che si dice fuori, per restare sereni e concentrati". Un atteggiamento chiesto anche da Allegri (come ha rivelato lo stesso centrocampista francese). Per l'allenatore livornese la qualificazione in Champions League resta fondamentale: scatterebbe un rinnovo fino al 2028 a 6 milioni di euro a stagione. A queste cifre, sarebbe difficile pensare a un esonero a fine stagione dell'allenatore del Milan: peserebbe troppo avere due allenatori a libro paga per Cardinale e RedBird. Possibile, quindi, che in caso di Champions League blindata da parte del Diavolo, possa essere il solo Allegri a lasciare i rossoneri e non viceversa.