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Un episodio successo in Francia ha cambiato le sorti della stagione del Milan. Lo scorso agosto, nello spogliatoio dell'Olympique Marsiglia, Adrien Rabiot e Joanthan Rowe si sono resi protagonisti di quella che Roberto De Zerbi ha definito: "una rissa mai vista". Il club francese ha deciso di punirli severamente, mettendoli sul mercato nonostante l'importanza di entrambi i giocatori nel progetto tecnico.
Il Milan ha colto la palla al balzo e, grazie all'intermediazione di Allegri, è riuscito ad acquistare Rabiot per appena 7 milioni di euro. Dal suo arrivo in rossonero, il centrocampista francese ha già totalizzato 6 gol e 5 assist in 31 presenze, restando in campo per un totale di 2730 minuti. La sua qualità e la sua grande esperienza internazionale hanno dato maggiore sicurezza al centrocampo del Diavolo, che ha potuto contare sulla leadership del classe 1995, oltre che sulla classe di Luka Modric.
A nove mesi dall'episodio incriminato, Jonathan Rowe ha fatto chiarezza sulla vicenda. L'attaccante inglese classe 2003, attualmente in forza al Bologna, ha raccontato la sua versione dei fatti in una lunga intervista rilasciata a 'The Athletic'. Di seguito, un estratto delle sue dichiarazioni.
"La tensione è salita all'improvviso. Stavo discutendo con il portiere Rulli e sono volate parole molto pesanti. A quel punto è intervenuta la sicurezza, poi si è messo in mezzo Rabiot. De Zerbi e Benatia non hanno visto il primo pugno che lui mi ha dato. Hanno pensato che fossi stato io a colpire per primo, ma non è andata così. Darryl Bakola è persino svenuto. La situazione è letteralmente sfuggita di mano".
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