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Dopo un avvio di stagione stratosferico, caratterizzato da 8 gol e 2 assist nelle prime 17 giornate, Christian Pulisic sembra aver smarrito la bussola. Nel 2026 è ancora fermo a quota zero reti e l'unico squillo degno di nota resta l'assist servito a Rabiot nel 3-2 rifilato al Torino. Un calo difficile da spiegarsi, soprattutto per un giocatore che, da quando è arrivato al Milan nell'estate del 2023, ha sempre mantenuto un rendimento abbastanza lineare. Il bottino totale in maglia rossonera resta significativo: 42 gol e 26 assist in 132 partite.
Nella recente intervista concessa ai microfoni del 'Time', Pulisic ha raccontato alcuni aneddoti sui suoi anni al Milan, sulla Nazionale (che guiderà ai prossimi Mondiali) e sulla sua vita privata. Tra i vari temi trattati, l'attaccante statunitense classe 1997 ha parlato anche del suo stile di gioco e del motivo per il quale ama vivere vicino al campo di allenamento. Di seguito, un estratto delle sue dichiarazioni.
“Puntare la porta, creare azioni d'attacco, per me è questo il motivo per cui gioco a calcio. Ovviamente devi fare tutto il resto, difendere e correre, cose diverse. Va bene così. Ma ciò che mi dà gioia ed eccitazione è fare gol e finalizzare. Digiuno di gol? Non sono preoccupato, tornerò a segnare. Ho un modo molto specifico di pensare alle prestazioni, e ho sempre voluto vivere vicino al campo di allenamento, perché quello è il mio lavoro, ed è ciò che faccio ogni singolo giorno. Mi ha aiutato in molti modi. Mi ha anche reso infelice a volte”.
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