Ibrahimovic e quel paragone con Batistuta
—Rimasto ad ogni modo legato ai colori rossoneri, almeno per affetto e riconoscenza, Colombo ha ricordato un aneddoto particolare. Nelle giovanili rossonere lo chiamavano Gabriel Omar Batistuta. Perché?
«Avevo i capelli lunghissimi, ancora più di oggi e senza la fascetta in testa. Inoltre, calciavo forte per essere piccolino, ed è nato il paragone. Ma il mio vero modello è Zlatan Ibrahimović. L’ho avuto come compagno di squadra al Milan, è stato qualcosa difficile da raccontare. Averlo al fianco ogni giorno ti insegna qualcosa che non puoi spiegare a parole. Lì ho compreso il campione che è stato. E qui entriamo nel discorso mentale di ottenere qualcosa in più: ci riesci grazie a giocatori come lui, oltre che al lavoro che in quegli anni fece Stefano Pioli».
Il paradosso Colombo: Milan, ma quanto hai speso inutilmente?
—Il Milan è ancora alla ricerca di una prima punta strutturata fisicamente e in grado di garantire un buon bottino di gol. Il paradosso è che ha speso 30,2 milioni per Santiago Gimenez e il prestito di Niclas Füllkrug, i due centravanti oggi in rosa, per ricavare la miseria di un gol in tutta la stagione. Un gol in due contro i 7 di Colombo. Ora, non stiamo urlando al solito 'rimpianto' Colombo, come si fa di solito sui social, ma è paradossale che il Milan abbia speso tanto per avere di meno, rispetto a quello che aveva già in casa: e cioè un italiano, cresciuto nel settore giovanile, attaccato al Milan e per di più utile alle liste UEFA. Colombo, sia chiaro, non avrebbe risolto i problemi del Milan, ma sperperare quei soldi è servito?
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